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Crisi amministrativa a Gioia: Sciarrone scrive al Prefetto

Rocco Sciarrone
Rocco Sciarrone
GIOIA TAURO – Il consigliere provinciale Rocco Sciarrone ha inviato questa mattina una lettera al Prefetto di Reggio Calabria Sammartino e al presidente del Tribunale di Palmi, Arena, sulla crisi amministrativa che ha portato alle dimissioni del sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore.

Il consigliere del movimento Socialpopolare nella missiva boccia sena mezza termini l’operato della Giunta comunale ma apre alla possibilità di trovare una soluzione che coinvolga le forze di minoranza. «Se i ‘dissidenti’ – scrive Sciarrone al Prefetto – votassero in futuro il Bilancio di Previsione, vorrebbe dire che per l’ennesima volta gli si è dato l’ennesimo “contentino”. Se il Sindaco Bellofiore – prosegue – volesse coinvolgere le forze di ‘minoranza’ al fine di trovare una possibile soluzione atta a scongiurare una fine anticipata della Sua esperienza amministrativa, senza ricatto alcuno, saremo pronti a valutare, almeno per quanto mi riguarda, ogni possibilità. Naturalmente tenendo sempre conto delle esigenze e delle aspettative della comunità gioiese, in primis valutando ogni ipotesi di abbassamento delle tasse a dispetto di sprechi inutili».

L’esponente del movimento socialpopolare continua scrivendo «Qualora, diversamente, decidesse (ilsindaco ndr) di chinarsi alle ennesime minacce dei ‘giocolieri’ di turno, chiedo la massima attenzione di tutti gli Organi di Polizia, al fine di non consentire ancora una volta che il Comune di Gioia Tauro venga scambiato con l’Ufficio di Collocamento o con un qualsiasi Istituto Bancario».

Nel lungo documento Sciarrone ricostruisce gli incontri precedenti all’ultimo consiglio comunale e spiega le ragioni che hanno spinto il suo gruppo a non esprimersi favorevolmente sul bilancio. «nei giorni antecedenti la seduta consiliare di giovedì 10 Marzo, – si legge ancora – tutti i Partiti e i Movimenti della “minoranza”, incluso il Movimento Social Popolare da me fondato, si sono riuniti per capire come meglio affrontare l’ennesima situazione di disagio del Sindaco che si trovava costretto ad approvare un emendamento per poter proseguire il suo iter amministrativo. Più volte – prosegue Sciarrone – è stata avanzata l’ipotesi di sostenere dai banchi “avversi” l’Amministrazione Comunale, si è valutata ogni possibilità al fine di non fare arrivare, seppur per soli 5 mesi, un Commissario. Tuttavia non è risultato possibile esprimere voto favorevole ad un Bilancio seriamente compromesso, in cui l’aumento vertiginoso delle tasse rischia di far inginocchiare gli ultimi superstiti alla crisi. Gioia Tauro, – argomenta ancora – storicamente punto nevralgico del Commercio, vede quotidianamente la chiusura di diverse attività commerciali, per le quali i tributi comunali sono aumentati del 300%, l’Imu è ai massimi livelli previsti, la mini Imu è tra i pochi Comuni reggini che la impongono. Troppi i soldi pubblici, a mio avviso, spesi male. Troppo pochi i fondi per le classi più disagiate, molti quelli previsti per “noleggi”, “feste”, ecc».

Non mancano infine nella missiva i giudizi negativi sulla gestione Bellofiore: «Da ormai quattro anni a Gioia Tauro si vive in un clima politico-amministrativo surreale. Inutile citare – scrive – le varie metamorfosi della Giunta Comunale. Metamorfosi sempre avvenute a causa delle continue minacce di “sfiducia” dei vari consiglieri comunali di Maggioranza nei confronti del Sindaco Bellofiore. Un continuo avvicendamento che di certo non ha prodotto benefici alla Città. In un periodo storico così tragico dal punto di vista economico, – prosegue il consigliere provinciale – i cittadini di Gioia Tauro non possono non aver fiducia nelle Istituzioni, possono ancor meno permettersi il lusso di avere un’Amministrazione Comunale sempre “traballante”, sempre incerta, mai incisiva. E’ inverosimile che ogni anno in occasione della presentazione del Bilancio di Previsione il voto “favorevole” da parte della “maggioranza” sia motivo di ricatto – minaccia nei confronti del Sindaco».

E’ molto difficile prevedere quale possa essere l’evoluzione della crisi amministrativa. La data ultima per ritirare le dimissioni è quella del 30 aprile. Se fino ad allora non si sarà trovata una soluzione in grado di superare le divisioni e restituire al sindaco Bellofiore una maggioranza, l’esperienza amministrativa partita nel 2010 terminerà e il comune sarà gestito da un commissario prefettizio fino alla prossima tornata elettorale.
Lucio Rodinò

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