
Otto anni di reclusione ciascuno per Rocco Carbone, Vincenzo Gioffrè, Massimo Aricò, Vincenzo Barone, Pasquale Casadonte, Antonino Ficarra, Roberto Ficarra, Domenico Gallico (classe ’73) e, Vincenzo e Rosario Sgrò; nove anni e quattro mesi la richiesta per Elena Sgrò, dodici anni per Antonio Dinaro, Italia Antonella Gallico, Lucia Gallico, Carmelo Sgrò, dieci anni per Maria Antonietta Gallico e Giulia Iannino; quattro anni e quattro mesi di reclusione per Gaetano Giuseppe Santaiti, un anno e otto mesi per Vincenzo Caccamo, così come per Francesco Campagna, Alberto e Giovanni Cedro. Vent’anni, invece, a Umberto Bellocco, considerato il capo dell’omonima cosca.
“Cosa mia” è il maxi processo che ha smantellato i vertici delle cosche Gallico-Sgro-Morgante-Sciglitano di Palmi, e Bruzzise-Parrello di Seminara e Barritteri, scaturito da un’operazione portata avanti dalla Polizia del Commissariato di Palmi, che ha scoperti gli interessi delle famiglie per i lavori di ammodernamento dell’A3. Ma anche omicidi, estorsioni e minacce.