
Gli animi si sono surriscaldati e i rappresentanti della compagine hanno confermato i primi segni di rottura.
La cerimonia di presentazione del nuovo simbolo, presieduta dal senatore Nico D’Ascola, a questo punto si è rivelata praticamente inutile.
Secondo il leader del locale Nuovo Centrodestra, Gino Catania, il problema è sorto sulla scelta della figura da proporre alla poltrona del palazzo municipale. «Non abbiamo mai abbandonato l’idea di correre da soli a questa competizione elettorale – ha dichiarato il presidente del circolo – abbiamo i numeri per garantire l’alternativa e proseguiamo sulla linea annunciata a suo tempo».
Ma lo stesso Catania alla domanda se vi sono margini di trattativa con la coalizione di Alessandro Cannatà, ha risposto: «In politica tutto può essere, e sarà l’intero gruppo di Ncd a determinarsi sulle questioni che di volta in volta si presenteranno».
E’ intervenuto nel merito anche Domenico Fonti, membro di Andare oltre, che ha affermato: «Catania si è chiuso sulla possibilità di ragionare, non ha rispettato le scadenze stabilite e ha rivendicato la candidatura a sindaco senza avanzare un nome. Così facendo – ha proseguito – ci misureremo in campagna elettorale».
Dal suo canto anche Andare Oltre conferma l’intenzione di portare a termine il lavoro intrapreso che sarebbe a buon punto sia con riferimento alla lista che al programma di “città nuova” come spiegato nelle conferenze passate.
Addirittura vi sarebbero già delle nuove proposte, per la squadra rappresentata da Francesco Sgambetterra, che rafforzano la spaccatura definitiva.
Ferma dunque l’intenzione dei gruppi di correre separatamente, laddove non ci fossero margini di ripresa, (e pare non ce ne siano), l’ipotesi piu accreditata è la nuova alleanza tra Catania e la fazione di Cannatà che in prima persona nulla esclude ma apre le porte al dialogo con chiunque intende sposare il programma della coalizione.
Elisabetta Deleo