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Cittanova: la Caritas al servizio dei poveri tra mille difficoltà

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CITTANOVA – L’attuale periodo storico – economico, probabilmente non è dalla parte degli indigenti, le leggi in materia di sostegno e solidarietà sono poche e purtroppo il numero delle persone povere aumenta di continuo.

Per definizione lo Stato Sociale si fonda sul principio di uguaglianza sostanziale e la sua finalità dovrebbe essere di ridurre le disuguaglianze; per utilizzare un’espressione moderna il welfare state, che risiede nelle bocche dei politici e degli amministratori locali, suscita qualche interrogativo.

Ma questi concetti, principi e valori, in che modo si traducono concretamente nelle nostre realtà?

Cittanova vanta la presenza attiva di ben due organismi assistenziali, la Caritas della parrocchia Maria SS. del Rosario e quella della parrocchia di San Girolamo.

Quest’ultima, guidata dall’arciprete don Giuseppe Borelli, da ben 7 anni, si occupa della preparazione e distribuzione dei pasti, per i meno abbienti.

Il servizio, gestito dalla responsabile, Elena Pezzano, si avvale dell’opera volontaria di 8 operatrici che, con impegno e spirito di solidarietà, garantiscono un piatto caldo, tutti i giorni dal lunedi al sabato a 20 famiglie cittanovesi, sono invece circa 90 i nuclei familiari che puntualmente ricevono il pacco viveri.

I numeri sono allarmanti, senza tralasciare il fatto che, considerato il momento di crisi economica, le famiglie bisognose sono destinate ad aumentare in maniera vertiginosa, a fronte di ciò i contributi che la Caritas riceve sembrerebbero non essere sufficienti a mantenere il servizio.

Spesso gli alimenti forniti dall’Agea e le donazioni dei commercianti locali risultano inidonei a soddisfare i bisogni primari delle famiglie, e le volontarie sono costrette ad attingere ai pacchi viveri.

Il Comune di Cittanova, stando a quanto riferito dalla responsabile, Pezzano, si sarebbe limitato a fornire un mezzo di trasporto, necessario per reperire le provviste, alla Caritas di Gioia Tauro, ma non eroga nessun contributo economico.

L’arciprete, don Giuseppe Borrelli, dal canto suo, tiene a precisare che la disponibilità dell’auto, di proprietà del comune, viene di volta in volta concessa, agli operatori, dietro specifica richiesta e grazie anche all’intervento del consigliere di maggioranza, Rosario Galluccio.

Qualcosa però sembra muoversi, la caritas e il comune stanno lavorando a una convenzione che consentirebbe un sostentamento notevole rispetto a quello attuale.

Fatiscente, risulta essere la sede operativa dell’organizzazione, inadeguata sia per chi si occupa della cucina sia per i fruitori del servizio. Infatti, mancando locali sicuri e spaziosi, dove attendere la distribuzione del preparato, ci si avvale di una fune, che dall’alto della cucina, consegna direttamente, quasi nel centro della viuzza, poco distante dal marciapiede, la scodella consegnata vuota e restituita colma di cibo.

Il metodo adottato, in realtà, non trova, affatto, l’approvazione dell’arciprete che ha garantito la consegna dei nuovi locali, attualmente in via di ristrutturazione, già nel mese di dicembre prossimo.

Elisabetta Deleo

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