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Cittanova ha festeggiato Don Nuccio Borelli

Cittanova ha festeggiato ieri i cinquanta anni di sacerdozio di don Nuccio Borelli.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Cosentino, per l’occasione, ha organizzato una cerimonia nella sala delle riunioni consiliari del palazzo municipale.

Hanno partecipato all’evento numerosi cittadini, alcuni confratelli di don Nuccio, gli ex sindaci di Cittanova, autorità militari, rappresentanti politici e delle associazioni.

La sede dei consiglio comunale ha vissuto, ieri mattina, momenti di forte emozione. La comunità si è unita per omaggiare di un sentito ringraziamento il sacerdote che dal lontano 1966 e’ stato ed è ancora oggi al servizio della città e della sua gente.

Diversi gli interventi da parte dei consiglieri comunali, per mettere in rilievo la figura e l’opera che don Nuccio Borelli, con amore e dedizione ha saputo realizzare nei suoi cinquanta anni di sacerdozio.

Sapiente e paziente, pastore saggio, costruttore di storia, uomo a servizio della verità, sono solo alcune delle espressioni utilizzate per meglio rappresentare un servo di Dio che ha dimostrato, nel tempo, di amare senza condizioni Cittanova e i cittanovesi.

Uomo di cultura e cultore dell’arte sacra, il prete del povero, del sofferente, del fragile, il sacerdote del migrante, un punto di riferimento spirituale, morale e materiale.

Don Nuccio Borelli, sentinella vigile che ha saputo iniettare l’antidoto alla paura nel tempo in cui Cittanova sembrava avvolta dall’odio e dalla distruzione tra la gente.

Ecco, sono soltanto degli spunti che i cittanovesi, ieri, hanno offerto alla comunità per spiegare cinquanta anni della storia personale di un uomo della Chiesa che si sono tradotti inevitabilmente in altrettanti anni di lavoro e impegno per la costruzione di una città votata ai valori umani e cristiani.

Se don Borelli sia riuscito pienamente nel suo intento, non spetta a nessuno dirlo. Certamente la sua figura sacerdotale e’ stata centrale nella vita di molti e determinante rispetto ad alcuni eventi.

“Da cinquanta anni – ha spiegato don Nuccio – la linea che ho tenuto e’ stata solo una, amare questo paese e i suoi abitanti. Io soffro per Cittanova, ho sofferto tanto, ne ho viste tante, accettate ed alleviate ma tutto era dettato dall’amore e quando si ama non si sbaglia mai, perché Dio e’ amore”.

“Riappropriamoci della nostra cultura”, ha ribadito più volte.

“Cittanova e’ cultura religiosa, patria di sacerdoti, cultura artigianale, terra di un associazionismo vivo e attivo che l’ ha aiutata a crescere proseguendo, negli anni, con un passo da dominatrice. E allora – ha concluso don Nuccio – riappropriamoci di tutto questo e facciamo si’ che Cittanova possa operare quello scatto di reni e tornare ad essere la Cittanova che è sempre stata”.

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