
Il primo a intervenire è stato ieri il coordinatore nazionale dei Giovani di Confcommercio, Giuseppe Pedà, che ha scritto al ministro Alfano per chiedere che “il Progetto di “riorganizzazione – soppressione” dei presidi della Polizia di Stato, possa essere rivisto e valutato con maggiore oculatezza ed attenzione, individuando valide soluzioni alternative, condivise magari dalla comunità sociale, nella convinzione che l’impegno debba in tale circostanza essere mirato a garantire, e non a cassare senza appello, il diritto alla sicurezza dei cittadini”.
“Questa volta, Onorevole Ministro, – argomenta ancora il coordinatore di Confcommercio – sarebbe auspicabile sacrificare la spesa improduttiva sull’altare della razionalizzazione dei conti pubblici, piuttosto che pretendere nuove, inaccettabili e frustanti privazioni da parte dei cittadini. E voglio a tale proposito portare la Sua attenzione, in modo particolare, su quei numerosi esercenti di attività commerciali e imprenditori, che ho l’onore di rappresentare, – prosegue – costretti a convivere con il timore quotidiano di vessazioni e aggressioni criminali e che, nonostante ciò, hanno avuto il coraggio di non abbandonare il campo. Sono rimasti a combattere e meriterebbero di sentire al proprio fianco in questa battaglia, una presenza dello Stato più prossima, più confortevole, più responsabile”.
Netta contrarietà alla chiusura è arrivata anche da Basilio Gambi, il dirigente di Polizia, ora in pensione, che ha guidato per oltre 20 il presidio di Polizia ferroviaria di Gioia Tauro. “La chiusura del presidio, – scrive Gambia a Inquietonotizie – a breve termine porterà la stazione ad essere ricettacolo di prostituzione e tossicodipendenti con ripercussioni sui viaggiatori in special modo i pendolari, i quali partono alle prime ore del mattino ed arrivano a tarda sera. Credo che sia interesse di tutti che il Posto di Polizia Ferroviaria di Gioia Tauro non sia soppresso”.
Il posto di Polizia ferroviaria di Gioia Tauro venne istituito negli anni ’50 e costituisce da sempre un punto di riferimento per i viaggiatori ed i pendolari che utilizzano la stazione gioiese.
Lucio Rodinò