
GIOIA TAURO – «Da quando non è più sindaco, Renato Bellofiore si è convinto che l’unico modo per rimanere in pista sia quello di raccontare una Gioia Tauro che non c’è». Con queste parole Domenico Cento, ex presidente del consiglio comunale di Gioia, inizia un duro comunicato stampa in cui attacca il suo ex alleato e attuale compagno di partito Bellofiore.
«Il suo delirio politico – afferma Cento riferendosi all’ex sindaco – ed il tentativo di far dimenticare i suoi fallimenti non riescono a nascondere la realtà che è sotto gli occhi di tutti: la costruzione sul lungomare del centro polifunzionale non è mai partita, il progetto, cosi com’è, è stato bocciato dal ex genio civile per carenze dovute alle difficoltà di una progettazione che si è voluta a tutti i costi in una zona soggetta a sfaldamenti. Ma nella propaganda dell’ex sindaco, -si legge ancora nella nota – le illusioni ottiche non fanno più presa tra la gente, tanto è vero che l’altra favoletta che l’ex sta tentando di raccontare, ovvero del suo antico e sconfitto impegno per l’ambiente, viene sonoramente smentita nei fatti: la sua amministrazione poteva ma non ha fatto nulla rispetto all’inceneritore ed alla necessaria salvaguardia della salute nei quartieri a ridosso del depuratore».
L’affondo si concentra poi sulla differenziata: «E che dire della raccolta differenziata porta a porta, progetto rimodulato dall’ex con risultati catastrofici: anche in questi casi i cittadini si sono fatti un’idea ben precisa».
La parte finale della nota è dedicata alla questione della sanità. «L’ultima chicca -attacca ancora Cento – di chi ha nostalgia del potere ma capisce che, tranne alcuni fedeli interessati non ha con se il popolo, riguarda l’auto-smentita sull’ospedale della città. Ieri, in un manifesto istituzionale trionfalistico annunciava l’avvenuto potenziamento del nosocomio: era il 26/03/2014, il titolo recitava: “Sanitá – Promessa mantenuta! L’ospedale Giovanni XXIII verrà potenziato”. Nei fatti invece Cardiologia chiusa, Terapia intensiva chiusa, Nefrologia chiusa, Radiologia chiusa, Ortopedia chiusa, numero posti letto 42 (60 era il numero minimo di posti letto necessario per non vestire i panni di piccolo ospedale cuciti dal Patto della salute che lo avrebbe esentato dalla chiusura). L’esaltazione del nulla, – prosegue l’ex presidente del consiglio comunale – visto che il potenziamento del reparto di chirurgia, tanto millantato, altro non era che un semplice spostamento del reparto da un’ala all’altra dell’ospedale che aveva i muri imbiancati ma il personale medico e paramedico, le attrezzature ed i posti letto erano sempre gli stessi. Per l’ex, dunque, potenziamento, che nei fatti ahimè non c’è mai stato, altro non era che una semplice imbiancatura».
«Oggi – scrive ancora riferendosi a Bellofiore – costretto dalla dura realtà, scrive all’Asp chiedendo gli stessi interventi che evidentemente non ci sono mai stati se non nei suoi sogni. Ripete più volte il tema Tac multi slide ed ecco che “penso a male”…ma non è che qualche voce di corridoio dice che quest’ultima verrà destinata a Gioia Tauro? Questo motiverebbe il comunicato dell’ex che a costo di contraddirsi, ammettendo nei fatti l’esaltazione del nulla, cerca di prendersi meriti che non gli toccano».