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Budello, Iride ha presentato la diffida

Il Budello (gennaio 2017) Iride

Il Budello (gennaio 2017)

L’osservatorio ambientale Iride ha inviato ieri mattina una diffida ufficiale al Comune di Gioia Tauro, alla Città metropolitana e alla Regione Calabria.

Al centro del documento, presentato dal presidente Raffaele Giacobbe e sottoscritto da altre 100 persone, la situazione del torrente Budello, il corso d’acqua che nel novembre del 2010 ha causato l’alluvione dei quartieri Fiume e Valleamena.

La missiva, indirizzata per conoscenza anche prefetto di Reggio e al procuratore della Repubblica di Palmi diffida «gli enti competenti ad attivare urgenti interventi manutentivi e di messa in sicurezza del fiume Budello, onde scongiurare pericoli per la privata e pubblica incolumità».

L’incontro di Iride con Fichera

Oggi gli attivisti di Iride hanno incontrato il commissario prefettizio Domenico Fichera che guida il comune di Gioia Tauro per illustrargli nel dettaglio i motivi che hanno portato alla presentazione della diffida.

I lavori per la messa in sicurezza procedono a rilento e anche la pulizia effettuata da Calabria verde non è stata completata.

Il letto del torrente è in parte ostruito dai rovi e dagli sfalci di potatura. Per tutta la giornata di ieri la Protezione civile ha monitorato insieme ai tecnici comunali e alla Polizia locale il corso d’acqua che per fortuna non ha superato il livello di guardia nonostante la forte pioggia.

I lavori di messa in sicurezza prevedono la creazione di un letto artificiale, che renda meno tortuoso il percorso del torrente e l’apertura di un nuovo tunnel sotto la ferrovia. È quello infatti il tratto più pericoloso del corso d’acqua.

La terra, i detriti ed i rifiuti trascinati verso il mare dalla corrente si bloccano in quel punto e diventano un tappo che blocca il torrente e lo fa esondare. Il tunnel andrebbe pulito periodicamente ma quest’ultima operazione però non viene effettuata e il torrente è diventato l’incubo degli abitanti dei quartieri Fiume e Valleamena che temono sempre di rivivere l’alluvione del 2010.

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