
«La scelta non l’ho fatta io – ha aggiunto – ma mi pare che, dal punto di vista dei requisiti, l’indicazione del porto di Gioia Tauro sia conseguente. È un porto di eccellenza e le ragioni portate dal ministro Lupi mi sembrano convincenti».
Nella Piana però le rassicurazioni ministeriali non hanno fatto presa. I sindaci e molti esponenti politici hanno annunciato azioni di lotta. Poco dopo l’annuncio ufficiale è iniziato un sit-in davanti al gate doganale e su facebook sono centinaia i messaggi di allarme che arrivano dai cittadini.
«E’ vero che la Calabria può offrire un contributo contro le armi chimiche e per la pace nel mondo – ha affermato il presidente della Giunta regionale Scopelliti – ma è anche vero che così facendo si rischia di portare alla guerra civile un territorio. Il governo sappia – ha concluso il Presidente – che la Calabria non accetterà che questa operazione possa mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente».
«Sono rimasto davvero stupito dalle reazioni – ha dichiarato a Unomattina il ministro Lupi – Chiameremo e coinvolgeremo i sindaci del territorio. Dovremmo esserne orgogliosi – ha proseguito- di smaltire le armi chimiche un tempo usate da Assad in Siria a Gioia Tauro perchè questo porto è un’eccellenza italiana che gestisce praticamente ogni giorno prodotti chimici di questo tipo. Le sostanze contenute nelle ex armi della Siria – ha aggiunto – possono essere smaltite a Gioia Tauro e abbiamo individuato questo porto perchè è un’eccellenza italiana che solo nel 2013 ha trattato 29.800 tonnellate di prodotti chimici pericolosi come questo».