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armi chimiche: un lettore scrive al sindaco Bellofiore

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che un nostro lettore ha scritto al sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore:
cape rayCaro Sindaco Bellofiore,
permettimi di fare con Te e con il carissimo Tuo Vice Rizzo, alcune riflessioni sulla vicenda del transito qui a Gioia Tauro di parte dell’arsenale di armi chimiche già detenute (ed usate, non usate?) in Siria.

Le faccio principalmente nella qualità di cittadino qui anagraficamente e di fatto residente, nella qualità di meridionalista come Voi, convinto della necessità di contribuire in ogni occasione a manifestare il diritto paritario delle nostre contrade ad essere trattati alla stregua di qualsiasi altro territorio del nord geografico, non solo della Nazione ma dell’Europa.

Lo faccio inoltre, integrando ad adiuvandum, alcune osservazioni fatte dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, per via di una tradizionale affezione a tale ruolo da me svolto in passato; lo faccio ancora per una sorta di modestissima competenza da studioso di analisi sulle strategie internazionali in generale e poi, infine, perchè ritengo che qualsiasi vessazione o imposizione portata avanti dal Governo nazionale nei confronti delle nostre popolazioni, debba essere da noi contrastata nella maniera più ferma e decisa, a dimostrazione che quando si adottano talune decisioni come quelle che ci occupano, vanno preliminarmente consultati gli Enti locali – il Sindaco in testa – prima di procedervi; e la Carta Costituzionale di questo spirito comportamentale ne è piena.

A questo proposito, non illudetevi che la convocazione che avete ricevuto per il prossimo martedì 21 presso Palazzo Chigi intende essere una manifestazione di rispetto per la nostra terra, sia pure con pentimento intervenuta ex post:  è solo e soltanto una maldestra strategia paravento per dimostrare, per illudere, per tentare di far apparire – agli occhi di quanti nella vicenda si sono opposti all’operato del Governo – che il nostro Esecutivo è davvero democratico e che per fatti così importanti, consulta le Istituzioni del territorio.

La convinzione di aver messo a punto una eccellente ed impeccabile strategia simil-democratica prende a braccetto la allettante e succulenta esigenza di poter rendere pubblico e di poter autoglorificarsi di avere così contribuito alla partecipazione del disarmo di un dittatorello siriano; la convocazione a Te fatta, sia pure a decisione già intervenuta, serve a dare il senso dell’eroismo alla loro impresa.
Non altro.

Non gliene importa nulla di Gioia Tauro, delle popolazioni calabresi, di eventuali deprecabili disatri a loro danno che dovessero intervenire durante e/o a causa delle connesse operazioni. Proprio nulla.

Perciò è necessario passare al contrattacco: significa, allora, contendere con loro su un piano di parità; non devi avere Sindaco, all’incontro cui vorrai andare, alcuna remora per così dire di natura personale; conosco personalmente Te e Jacopo, e so che lo farete da persone oneste quali siete, a cui non manca certamente il necessario rispetto per il ruolo istituzionale rappresentato dal Vostro interlocutore, ma sul piano personale, non dovrà mancare il modo di presentarvi da pari a pari; anzi, Voi poggiate il vostro ruolo su un mandato che Vi è stato conferito direttamente dal popolo tramite elezioni seriamente democratiche, mentre loro? Loro trovano legittimazione unicamente nel listino preconfezionato cui sono stati inseriti.

Vi racconteranno, Sindaco, che è stato predisposto un “piano militare” di primo livello per garantire il tranquillo spostamento da nave a nave degli arsenali in questione; Vi diranno che la presenza di navi militari russe, cinesi, norvegesi e danesi è la garanzia che nulla può essere tentato a scapito della buona riuscita dell’operazione, e che poi la massiccia presenza annunciata di nostri reparti militari è il suggello a tutto (l’incrociatore “Kuznetsov” insieme con altre otto navi militari russe, una interazione tra le marine russa e cinese,  ma forse nulla di USA ) .

Pur nel rispetto delle nostre qualificate presenze militari, dobbiamo però considerare che il nostro Paese dal punto di vista tecnolologico/militare non ha le risorse che alcuni dei citati Paesi possiedono; ma è parimenti da verificare se tale apparato internazionale sarà effettivamente qui schierato (per la notoria propensione alla riservatezza che si ha nei Paesi dell’est circa i dettagli degli spostamenti delle loro unità).

Mi domando se sarà stata valutata adeguatamente la previsione di una folle azione terroristica che possa essere stata pianificata dalle centrali del terrore (unità Jjadiste e Quaeidiste in testa); e non solo per quelle ore del trasbordo, ma in tutte quelle altre che lo precedono e lo seguiranno nei pressi  delle nostre coste; perciò per evitare di trovarci – secondo quanto trapela non certamente da voci ufficiali – di fronte ad una sorta di parata militare, ad una passerella ingigantita nella sua reale entità dai media, cui saranno fornite solo immagini e servizi di bottega, è necessario essere molto determinati a richiedere qualsiasi azione preventiva a difesa delle nostre popolazioni.

La location delle operazioni e le navi interessate, tutto statico e di non breve durata, sono il più semplice ed il più vulnerabile dei bersagli!!!
Pensate per un attimo alle conseguenze di un ordigno che faccia breccia in uno di quei container, e che può essere lanciato anche da lunga distanza… quante montagne sono a balcone sull’area portuale?

Ed allora perchè non pretendere lo spiegamento, in aggiunta alle imprecisate navi di scorta di cui si diceva, delle specifiche unità attrezzate con tecnologia c.d. antisom aeronavale (ASW), per esempio il nostro “Garibaldi” o quella citata russa,  per dissuadere qualsiasi gesto folle terroristico che dovesse provenire malauguratamente non solo da via terrestre (che, paradossalmente, è la più semplice da difendere)?

Quello terroristico è sicuramente il più deprecabile, estremo ed azzardato degli incidenti che possono essere in questa circostanza ipotizzati; parimenti può esserne paventato uno analogo dovuto alle cause accidentalmente le più disparate: ed in questo caso, saremmo pronti, attrezzati e con le giuste e necessarie competenze tecniche per affrontarne le conseguenze da un punto di vista sanitario?

So bene che il problema lo hai già sollevato, e che Ti è stata data anche una risposta (cioè che qui si sono svolte delle esercitazioni specifiche): le abbiamo viste più o meno tutti, qualche tempo addietro, queste esercitazioni, e, con tutto il dovuto rispetto degli operatori interessati – ci sia consentito – sono state solo una passeggiata rispetto a quello che adesso ci auguriamo possa mai verificarsi. Perché allora non fare intervenire pronti qui –  24 ore su 24 – gli speciali reparti USA o Francesi ??

In relazione allo smaltimento ci viene democraticamente data notizia che le armi, una volta a bordo della nave americana, saranno trattate per essere poi smaltite per idrolisi in mare aperto, al largo, in acque internazionali e sotto la supervisione dell’OPAC.

Ma dove? Sappiamo tutti benissimo che a poche miglia dalla nostra costa, in appena un’ora, ci si trova già in acque internazionali, ma non siamo in grado di prevedere le conseguenze che uno smaltimento nelle nostre dirimpettaie acque internazionali dovesse eventualmente avvenire, potrebbe causare per l’ambiente marino e la sua fauna e le nostre Marinerie. Allora non sarebbe meglio se tutto questo potesse avvenire in Oceano e non nel nostro piccolo Mediterraneo? Pretendetelo. 

Il discorso delle azioni sindacali da intraprendere, in aggiunta a quelle già avviate, rimane però un poco più complesso: intanto, perché non evidenziare ai propri interlocutori, anche da parte Tua,  Sindaco, in nome di quei lavoratori gioiesi da Te amministrati, come la vicenda sia vissuta da ogni famiglia interessata direttamente con un operatore lì presente – e con giusta, dovuta e legittima apprensione -; ed allora perchè non considerare questi travagli ed intervenire con un opportuno ristoro, anche in natura economica, verso tutti gli addetti, indistintamente, tra chi manovra la gru o chi è lì in veste amministrativa?

Nelle famiglie dei componenti il nostro Governo, statene pur certi, non si vivono questi momenti di apprensione, tuttavia le gratifiche in quelle case sono quotidiane ed a noi in misura sconosciuta.

Certo fa male apprendere che dal 2012 sono transitate circa sessantamila tonnellate di materiale della specie di quello di cui ci occupiamo: è gravissimo quanto ci
viene rivelato, e da oggi le Organizzazioni Sindacali devono pretendere l’apertura di un tavolo specifico che colmi con apposita regolamentazione le falle rappresentate da una visione finora attuata in maniera piuttosto blanda e solamente formale. Ma in ciò non deve mancare, neanche per l’avvenire, il supporto e l’azione delle Amministrazioni Comunali, non solo dei territori ove ricade l’insediamento portuale, ma anche di quelle del circondario che hanno propri cittadini che lavorano alle infrastrutture.

Abbiamo assistito ai giusti risalti dati alle operazioni di contrasto al traffico di stupefacenti qui condotte, ma quando mai è stato reso pubblico il rischio che i nostri lavoratori hanno corso sol venendo a contatto con operazioni svoltesi, classificate  di livello 6.1 analoghe alla presente?

Talune notizie, da anni, già prima del 2012, discretamente circolavano senza conferme (qualcuno a volte ha parlato anche di qualche radiazione mal controllata), mi domando a questo punto: ve ne siete formalmente mai occupati?  Eppure questo è un altro dei tuoi precisi doveri di Sindaco!

Con molto impegno ed umiltà realizzateVi un Vostro protocollo da rappresentare al Governo a tutela delle nostre popolazioni.

Pretendete che da oggi in avanti, qualsiasi transito che rappresenti potenzialmente analogo pericolo venga  comunicato, con la dovuta discrezione e senza creare allarmismi di sorta, alle Amministrazioni Comunali interessate, e rammentate che volenti o nolenti il tutore del territorio, area portuale compresa, è solo e sempre il Sindaco, che quindi può anche deciderne il blocco operativo (naturalmente, con fondate motivazioni sia sulla mancanza di sicurezza di determinate operazioni e sia su altre specifiche gravi causali, non certamente ad libitum).

E ciò, checchè ne possa al riguardo dissentire il Prefetto ed il suo dante causa il Governo: ci sono specifiche competenze che solamente il Sindaco ha, e che nemmeno un Presidente del Consiglio o un Ministro degli Esteri possono in alcun modo tentare di aggirare e sopraffare (nella specifica Tua funzione professionale di avvocato sai benissimo che l’altra autorità che è davvero apicale ed il cui potere di intervento a 360 gradi non conosce limiti è la Magistratura, nel ruolo rappresentato dal Procuratore della Repubblica), a questo proposito, è legittimo chiedersi se la Procura sia stata preventivamente informata, attesa la eccezionalità dell’evento, anche al fine di essere pronti di presenza con qualsiasi atto di estrema urgenza che dovesse richiedere la sua competenza?

Ed allora, perchè non passare al contrattacco con questi nostri governanti che hanno manifestato finora solo imposizioni verso di Noi, cittadini dell’abbandonato sud, popolazione inerme facile da assoggettare, sudditi senza alcun diritto?

Intanto Tu, caro Sindaco, consentimi, dovresti innanzitutto rivedere le posizioni assunte con la dichiarazione di “temere per la tua vita”; con tutto il dovuto rispetto per la Tua preziosa incolumità, non ritieni  – altrettanto e parimenti – preziosa la incolumità e la vita della popolazione che Tu amministri piuttosto che del forcone che si potrebbe agitare verso di te?

E poi, che bisogno c’era di lamentarti che Tu da Sindaco del Partito PD non sei stato informato delle vicende da parte di un Governo nazionale a guida PD?

Forse dimentichi che questi governanti, la maggior parte dei quali si trova nella capitale grazie ad un listino anticostituzionale, dimostrano sensibilità unicamente per le persone, le cose e le comunicazioni che possono dar lustro alle loro personali presunte eroiche imprese in campo nazionale ed internazionale, al fine di potersi poi ritrovare in posizioni di credito nei Governi futuri, strainfischandosene delle reali necessità delle popolazioni ahimè da loro amministrate.

L’invito pertanto è a non demordere, a non farVi irretire dagli apparati e da facili e illusorie rappresentazioni di misure di sicurezza che nella realtà dei fatti poi non sussistono, che vanno anzi realmente verificate ed approfondite per pretenderne il loro effettivo realizzo.

Non esitate perciò a ventilare l’adozione dei provvedimenti più drastici a tutela della salute e della sicurezza delle popolazioni e, se non siete convinti dei risultati, abbandonate pure l’incontro, certamente avrete dalla vostra parte tutta la popolazione che – in ultima analisi se chiamata a raccolta per cause giuste – non esiterebbe a sfidare chiunque pur di difendere la propria incolumità violata, circostanza rappresentata dall’assenza di democrazia e dalla mancanza di adozione di valide misure di tutela in operazioni come quelle di cui ci occupiamo.

Un caro saluto 
Salvatore Strangi

Gioia Tauro 19 Gennaio 2014

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