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Anna e la paura di rimanere senza farmaci salvavita

Esistono patologie più “cattive” di altre, di quelle brutali ed aggressive che costringono chi ne soffre ad assumere dei farmaci a vita.

È alto anche nel nostro territorio il numero di chi – purtroppo – soffre per colpa di queste patologie e deve far uso dei farmaci salvavita.

Il punto di riferimento, per molti malati, è la farmacia ospedaliera territoriale di Taurianova, in cui questi farmaci salvavita dovrebbero essere consegnati con regolarità. E invece da qualche tempo non succede più.

Fino a novembre la farmacia ha lavorato con precisione, consegnando i farmaci salvavita con cadenza regolare; da poco prima di Natale, invece, qualcosa è mutato.

Anna (è un nome di fantasia, ndr) è una di quelle persone che ha avuto la sfortuna di incontrare un male “cattivo” che la sta costringendo ad assumere farmaci salvavita. Ha subito un intervento delicato, un trapianto, e si ritrova a dover lottare non solo con il suo problema, ma con la paura di restare scoperta dai farmaci.

Quella di Taurianova è la sua farmacia di riferimento, sebbene viva in un’altra città, ma da diversi mesi Anna non riesce ad ottenere con facilità i farmaci di cui ha bisogno. 

Ha un piano terapeutico mensile, quindi sarebbe normale che si recasse a rifornirsi del farmaco una volta al mese e non ogni tre giorni, come purtroppo accade. Ciò succede perché dalla farmacia le hanno fatto sapere che non arrivano più quantità di farmaco utili per tutti i pazienti, per cui quelle poche dosi devono essere distribuite tra i tanti clienti che lo richiedono.

Lo stesso problema si sta rilevando in una farmacia regionale a Reggio Calabria.  

Ma c’è dell’altro, perché Anna riceve dosi dimezzate: dovrebbe assumere 500 ml di farmaco due volte al giorno, ma ricevendo dosi da 250 ml è costretta a prenderlo quattro volte al giorno.

Sono state tante le lamentele dei pazienti, ma stando a quanto appreso, sarebbe compito della Regione Calabria inviare alle farmacie il farmaco salvavita, ma le dosi inviate non sono a sufficienza.

Anna lancia un appello tramite il nostro giornale: chiede che al più presto qualcuno possa interessarsi al problema che non è solo suo, ma di tante persone che lottano ogni giorno per preservare la vita.

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