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Acqua non potabile, Iride chiede un incontro al commissario

La fontanella di via Trinacria

La fontanella di via Trinacria

La notizia della non potabilità dell’acqua della fontanella di via Trinacria a Gioia Tauro ha messo in allarme una parte della popolazione e ha spinto i rappresentanti dell’osservatorio ambientale Iride a chiedere un incontro con il commissario prefettizio che guida da qualche settimana il comune.

«Come ha sostenuto ieri anche l’ex presidente del consiglio Santo Bagalà, una questione così delicata non può essere trattata in maniera superficiale. – ha sostenuto Raffaele Giacobbe di Iride – Bisogna essere certi che i batteri coliformi emersi dalle analisi, non siano presenti anche nell’acqua che serve le abitazioni e in ogni caso il comune ha il dovere di mettere in atto le misure prescritte dal servizio igiene dell’Asp».

Le analisi a cui fa riferimento l’osservatorio sono quelle effettuate il 20 dicembre in cui è emersa, nell’acqua della fontana di via Trinacria nel quartiere Marina, la presenza di 50 mpn su 100 ml di batteri coliformi.

L’ufficio dell’Asp ha subito allarmato l’ente avvisandolo della non potabilità. Nel documento, indirizzato al sindaco e al responsabile dell’ufficio acquedotto, è stata evidenziata la necessità di «revisionare e pulire i serbatoi» e di «revisionare la rete idrica interessata».

Il comune di Gioia Tauro si è limitato a chiudere il rubinetto della fontana, ritenendo che il problema sia causato dalla sporcizia presente in quella zona e non dalla rete idrica comunale o dai serbatoi, considerato che dalle analisi, l’acqua erogata dalle altre 4 fontane è risultata potabile.

Un altro tema che verrà affrontato dagli attivisti durante l’appuntamento con il commissario Domenico Fichera sarà quello dell’interruzione dei lavori di pulizia del torrente Budello.

L’osservatorio protocollerà nei prossimi giorni una diffida sottoscritta da più di 100 cittadini. Nel tratto finale del corso d’acqua, situato a pochi metri dal centro abitato, una parte del letto del torrente è ancora occupato dalle canne e dalle erbacce tagliate nel mese di novembre dagli operai di Calabria Verde.

Secondo i cittadini che hanno sottoscritto la diffida, in caso di maltempo quegli sfalci potrebbero rallentare il deflusso dell’acqua e mettere a rischio ancora una volta la popolazione che vive nel quartiere Fiume.

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