
“Giovani aperti alla vita” è stato il tema centrale della giornata, che ha rivolto la sua attenzione soprattutto alle nuove generazioni le quali, come è emerso nel corso del convegno, devono essere educate ad amare la vita, nonostante le difficoltà.
L’evento organizzato dall’associazione “Scienza e vita” ha coinvolto i presenti in sala con due forti testimonianze fatte da Alfredo Pudano, socio fondatore dell’associazione Attendiamoci Onlus di Reggio Calabria, e Paolo Cicciù, presidente del CSI della città reggina.
«La vita è testimoniata da chi si dispone ad essere servitore e non padrone per educare alla vita è importante il servizio, perché amiamo la vita quando incontriamo l’altro», ha detto Alfredo Pudano nel suo intervento.
Pudano ha raccontato poi la storia della sua associazione che si occupa di formazione e promozione di risorse personali. All’interno dell’associazione, come ricordato, è nato nel 2009 un centro residenziale, “La casa dei giovani”, su un bene confiscato alla mafia, diventato oggi luogo di incontro e di crescita.
Della sua personale esperienza nel mondo dello sport ha parlato invece Paolo Cicciù, ricordando come lo sport deve essere utilizzato come un momento educativo per far uscire fuori i ragazzi dalla mediocrità della vita.
«Dobbiamo far smettere i ragazzi di “guardarsi i piedi” – ha detto il presidente del CSI – ma dobbiamo insegnare loro a guardare avanti liberandosi dalla tristezza che genera dipendenza».
Durante gli interventi i giovani presenti in sala sono stati musicalmente intrattenuti dagli intermezzi del gruppo “The Drifters” che ha lanciato attraverso la musica un messaggio di amore e sostegno alla vita.
Angela Angilletta