Nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto, in contrada San Leonardo, la Città di Palmi ha compiuto un passo di grande valore civile e sociale: la consegna ufficiale delle chiavi di un bene confiscato alla criminalità organizzata alla Fondazione RaGi ETS – Centri Demenze Calabria. L’immobile, che prenderà il nome di “Villa delle Palme”, diventerà una dimora dedicata alle persone con demenza, un luogo di cura, accoglienza e dignità restituito alla comunità.
Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco Giovanni Calabria, l’Assessore alle Politiche Sociali Domenica Bagalà, l’Assessore ai Lavori Pubblici Lucia Muscari, la Presidente della Fondazione Elena Sodano, il giornalista Paolo Di Giannantonio, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, l’attrice Annalisa Insardà, insieme alle massime autorità istituzionali del circondario, in sala anche i consiglieri Gianluca Spampinato ed Desise Iacovo per la minoranza ed i rappresentanti delle associazioni. Presente anche il vertice dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), il Prefetto Maria Rosaria Laganà, a testimonianza dell’importanza strategica dell’iniziativa.
Elena Sodano ha ripercorso il cammino che ha portato la Fondazione RaGi a scegliere Palmi come sede di questo progetto innovativo. Ha ricordato le prime interlocuzioni, la visione condivisa con l’Amministrazione e la volontà di costruire un luogo che non fosse solo assistenza, ma comunità, relazione e dignità.
Sodano ha sottolineato come Palmi abbia dimostrato, negli anni, una sensibilità particolare verso i temi della fragilità e della cura, e come la città abbia saputo accogliere la proposta della Fondazione con entusiasmo e responsabilità. «Non abbiamo scelto Palmi per caso», ha affermato. «L’abbiamo scelta perché qui abbiamo trovato amministrazioni pronte, una comunità attenta e un territorio che vuole crescere attraverso la legalità e l’umanità».
parole hanno suscitato emozione negli assessori Bagalà e Muscari, che hanno visto riconosciuto il lavoro portato avanti negli anni: dalle prime interlocuzioni alla costruzione di un percorso amministrativo complesso, fino alla realizzazione concreta di un progetto che oggi diventa realtà. La loro commozione ha rappresentato il sentimento di un’intera comunità che vede trasformarsi un luogo di paura in un presidio di cura.
Durante il suo intervento, Paolo Di Giannantonio ha richiamato il senso profondo della responsabilità collettiva, ricordando che «oggi ci riuniamo nel bello, ma dovremo essere pronti ad esserci quando arriveranno i momenti difficili». Un invito a considerare la legalità non come un fatto episodico, ma come un impegno quotidiano.
Tra i momenti più intensi della serata, il monologo di Annalisa Insardà, che ha riflettuto sui valori da custodire e sui “finti valori” da dimenticare, tra cui la paura dei criminali: un sentimento che, ha sottolineato, non deve più condizionare la vita delle comunità. La sua interpretazione ha emozionato i presenti, offrendo una lettura profonda del significato della cura e della memoria.
Il Sottosegretario Wanda Ferro ha riconosciuto a Palmi il ruolo di città in prima linea nei percorsi di legalità, evidenziando l’importanza di restituire alla collettività beni un tempo simbolo di sopraffazione. Rivolgendosi idealmente a chi un tempo aveva pensato di abitare quell’immobile, ha affermato: «Spero che le mie parole arrivino anche a chi in questa casa aveva pensato di abitarci. Oggi questo luogo diventerà il simbolo dello Stato che è presente».
Un passaggio che ha sottolineato con forza la trasformazione del bene: da spazio di dominio criminale a presidio di cura e legalità.
La consegna delle chiavi rappresenta l’avvio di un percorso condiviso tra istituzioni, fondazioni e comunità. “Villa delle Palme” diventerà un luogo dedicato alle fragilità, contribuendo a costruire un futuro più giusto e inclusivo.
Palmi aggiunge così un nuovo tassello al proprio impegno nella valorizzazione dei beni confiscati, trasformando ciò che era simbolo di paura in un segno concreto di presenza dello Stato e di cura verso le persone.
