
Alla prima udienza del processo, il comune di Oppido Mamertina pur essendo parte offesa del reato quale proprietario dei terreni, non si era costituito parte civile, legando questa scelta alla presenza di difficoltà finanziarie.
“Il risultato conseguito oggi – si legge in una nota diffusa qualche ora fa dalla Prefettura – è frutto dell’interessamento del Prefetto Vittorio Piscitelli che insieme a don Pino de Masi ed a Libera ha voluto con forza la presenza delle Istituzioni a fianco dei ragazzi delle Valle del Marro”.
Le parole di don Pino De Masi hanno colpito nel segno e questa mattina fuori dall’aula sono passati in tanti a esprimere vicinanza e solidarietà. C’erano Peppino Lavorato, i sindaci di Rosarno e Polistena, il presidente del consiglio comunale di Gioia Tauro, i rappresentanti di Legambiente, di Stop’ndrangheta, del Pd di Gioia Tauro, di Libera, di Avviso Pubblico, l’imprenditore Nino De Masi e Claudio La Camera dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta.
E’ stata una presenza silenziosa e discreta ma dal forte significato simbolico.
Lucio Rodinò
