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Trasportava cocaina e marijuana in macchina, arrestato un ventinovenne nell’area di servizio di Villa San Giovanni

Il 20 febbraio scorso, nell’area di servizio di Villa San Giovanni, la Polizia di Stato ha arrestato un
giovane di Samo per detenzione e trasporto di sostanza stupefacente. L’arresto è stato eseguito
nell’ambito dei quotidiani servizi di prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze
stupefacenti e, nello specifico, grazie ad un’attività coordinata della sezione ‘Antidroga’ della
Squadra Mobile di Reggio Calabria e della Polizia Stradale di Palmi.
In particolare, nel tardo pomeriggio di venerdì 20 febbraio, una pattuglia della stradale di Palmi, in
quel momento in servizio sulla tratta autostradale Salerno – Reggio Calabria, ha notato una
Peugeot di colore scuro il cui conducente assumeva una condotta di guida non consona alle
condizioni meteorologiche, né tantomeno al volume di traffico presente a quell’ora in quella zona
dell’autostrada. Pertanto gli Agenti hanno seguito per qualche kilometro la macchina e, rilevando
che l’automobilista perseverava nel suo comportamento spericolato, hanno ritenuto di intimargli
l’alt e di invitarlo ad uscire dall’autostrada ed a fermarsi nell’area di servizio di Villa San
Giovanni. Qui, con il coordinamento della locale Procura, unitamente a personale della Squadra
Mobile e con l’ausilio dell’unità cinofila della Questura di Reggio Calabria, l’uomo è stato
sottoposto a perquisizione personale e del veicolo e, proprio a bordo dell’autovettura, grazie alla
segnalazione dei cani antidroga, è stata rinvenuta la sostanza stupefacente.
Lo stupefacente era stato abilmente occultato all’interno di un’intercapedine situata nel cofano
anteriore della vettura, dal quale è stato estratto un contenitore di cellophane sottovuoto con
marijuana e cocaina.
In virtù di quanto descritto l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di detenzione e trasporto di
sostanza stupefacente. Dell’arresto è stata data immediata informazione all’Autorità Giudiziaria
che ha disposto che venisse ristretto in regime di arresti domiciliari.
Si specifica che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e che per l’indagato vale il
principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna.

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