Sempre più frequentemente, ormai, si leggono ordinanze emesse dai sindaci dei vari comuni per combattere, giustamente, la diffusione della prostituzione su strada, che “offende la pubblica decenza, che sfocia frequentemente nell’oscenità, oltre al degrado igienico ed urbano” un fatto, purtroppo, che ormai si è andato radicando, contribuendo ad un degrado ambientale già di suo promettente.
Purtroppo, però, si guarda al degrado “igienico e urbano” lungo le strade, senza fermarsi, per un attimo, al degrado delle strade che, sicuramente, non hanno bisogno della presenza di ragazze, quasi sempre vittime, loro malgrado.
Non sembra entrare nell’ottica della “morale politica” e del servizio al cittadino, che paga le tasse, il diritto ai servizi e alla sicurezza e non sembra a nessuno assolutamente amorale l’assoluto abbandono di quelle stesse strade, rimaneggiate nelle carreggiate e invase da vegetazione spontanea, fino ad oscurare la viabilità.
E poco importa se sono arterie frequentate da pochi o da molti, se portano in campagna o al mare. Già, al mare, quello che dovrebbe essere strumento di ricchezza, che in ogni altra parte del mondo produce benessere non solo l’estate, ma per tutto l’anno, sfruttandone ogni sua prerogativa, rendendole fruibili alla gente, al turismo al territorio.
Qui, in moltissima parte del territorio, l’estate si avverte solo per il gran caldo, specie di questi giorni, oltre ai fuochi che divampano tutto interno. Ma anche in questo ci sono fuochi che non ti aspetti, che poi, alla fine, consideri “fuoco amico”.
“Era il 2011 quando mi soffermavo sulla valenza delle rotatorie stradali, le cosiddetta rotonde, di come esse diano un concreto beneficio alla circolazione stradale, non solo per la sensibile riduzione del tempo si attesa, fino al 70%, per l’immissione in carreggiata, quanto all’abbattimento degli incidenti dovuto alla quasi eliminazione dei punti di conflitto che passano, di fatto, dati tecnici alla mano, da 32 a 8. Il concetto su cui si basa la circolare sulle rotatorie è molto semplice, ma rivoluzionario allo stesso tempo, concepito per strada ad unica carreggiata, tutto viene risolto semplicemente dando la precedenza ai veicoli che hanno impegnato l’anello rotatorio. Affinché tutto sia possibile, però, è necessario che nell’ampio spazio occupato dalla rotatoria ci sia una buona visuale. In molti centri urbani, su strade interne, nonché in quelle esterne, le stesse si presentano come biglietto da visita, con spazi centrali coltivati a importanti aziende florovivaistiche, come forma pubblicitaria, o addirittura dal corpo forestale che mette a dimora specie di flora locale, mentre in località turistiche si realizzano veri e propri angoli tematici richiamanti le tipicità dei luoghi stessi.”
Da noi, però, a differenza dei coloratissimi e lussureggianti spazi del nord Italia, quelli lungo le strade provinciali diventano biglietti da visita al contrario, non tanto e non solo sotto il profilo estetico quanto sulla pericolosità che le stesse rotonde vanno assumendo, limitando la visibilità quasi completamente, essendo invase da erbacce spontanee o addirittura da canneti. Nulla è cambiato.
Andando verso il mare, all’incrocio “Ciuciola” lungo la SP52 nei pressi di Laureana di Borrello, s’incontra una’ampia rotatoria, ben congegnata, all’inizio illuminata, che distribuisce il traffico tra una selva di canneto e alberi pensili e cespugli da pampa. Nulla è cambiato, di quanto ereditato dall’Ente Provincia alla Città Metropolitana, amorale era, politicamente e amministrativamente parlando e tale resta, così come tutta la SP 60 e dintorni, attenzionati solo da qualche illuso che il fuoco rimedia almeno nella visibilità, come la rotonda della ciuciola.
