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Solidarietà a Omar Spanò, il sindaco di Gioia Tauro: «Chi combatte la ’ndrangheta non può essere lasciato solo. Le istituzioni intervengano prima che sia troppo tardi»

Il sindaco di Gioia Tauro, avvocato Simona Scarcella, unitamente al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Giulio Ranieri, alla Giunta e a tutti i consiglieri comunali, esprime piena solidarietà e vicinanza a Omar Spanò, esponente politico del gruppo Polistena Futura, che, secondo quanto appreso nei giorni scorsi, sarebbe stato destinatario dell’ennesimo vile atto intimidatorio.

Una solidarietà che va ben oltre il rituale delle dichiarazioni di circostanza e che si traduce in una ferma denuncia di una realtà che non può più essere ignorata: in Calabria, chi sceglie di impegnarsi nella vita politica e amministrativa, esponendosi in prima persona per affermare i principi della legalità, non può essere lasciato solo di fronte alle intimidazioni e alle minacce della criminalità organizzata.

«Non possiamo continuare ad assistere a una situazione nella quale chi si impegna per la legalità diventa un bersaglio, mentre chi subisce minacce è costretto troppo spesso a chiedere ascolto e protezione alle istituzioni. La solidarietà è importante, ma non basta. Servono risposte concrete, attenzione costante e interventi tempestivi», dichiara il sindaco Simona Scarcella.

Il primo cittadino di Gioia Tauro richiama quindi l’attenzione sulla necessità di garantire una tutela effettiva a tutti coloro che, nell’esercizio delle proprie funzioni pubbliche, si trovano esposti a rischi e intimidazioni.

«C’è una contraddizione che non possiamo più permetterci di ignorare. Chi amministra e si espone personalmente per difendere la legalità viene talvolta sottoposto a controlli particolarmente gravosi e si trova a dover dimostrare continuamente la propria correttezza. Quando, invece, è vittima di minacce e intimidazioni, troppo spesso non riceve con la stessa tempestività l’attenzione e la protezione di cui avrebbe bisogno.

Non chiediamo privilegi, ma attenzione, ascolto e rispetto delle garanzie costituzionali. Chiediamo che le istituzioni siano presenti quando la loro presenza può davvero fare la differenza».

Scarcella torna quindi sulla propria esperienza personale e sugli appelli rivolti ai livelli istituzionali competenti per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza degli amministratori e sulla necessità di una risposta concreta nella lotta alla ’ndrangheta.

«I miei appelli contro la ’ndrangheta hanno avuto anche rilevanza nazionale, ma, nonostante i ripetuti contatti e le richieste di interlocuzione, non ho ancora avuto l’opportunità di essere ascoltata nella sede istituzionale che ritengo necessaria. È una questione che pongo con senso di responsabilità, non per alimentare polemiche, ma perché riguarda la sicurezza delle persone e la credibilità delle istituzioni.

Nel mio caso, le minacce di morte hanno riguardato anche i miei figli. Chi amministra un territorio difficile non dovrebbe mai essere costretto a vivere con la preoccupazione che il proprio impegno pubblico possa mettere in pericolo anche i propri affetti più cari».

Da qui il richiamo alla tempestività degli interventi di tutela e alla responsabilità di chi ricopre ruoli istituzionali.

«Il mio non vuole essere un rimprovero, ma un monito rivolto a tutti i rappresentanti delle istituzioni e, in particolare, alla Commissione regionale contro la ’ndrangheta. Le istituzioni devono intervenire quando esistono ancora le condizioni per prevenire il pericolo, non quando ormai è troppo tardi.

La vicenda di Marco Biagi ci ricorda tragicamente quanto possa essere decisivo arrivare in tempo. Le convocazioni, gli incontri e le interlocuzioni istituzionali hanno valore se riescono a produrre attenzione, prevenzione e tutela concreta. Quando arrivano dopo che ogni possibilità di intervento è venuta meno, non possono più assolvere alla loro funzione preventiva.

La Calabria ha bisogno di segnali chiari, anche a livello nazionale. Chi denuncia, chi si oppone alla criminalità organizzata e chi difende la libertà della propria comunità deve sapere che lo Stato è presente e che non sarà lasciato solo».

Il sindaco conclude rinnovando a Omar Spanò la piena vicinanza dell’Amministrazione comunale di Gioia Tauro e la disponibilità a sostenerlo nelle iniziative che riterrà di intraprendere.

«A Omar va il nostro abbraccio, insieme alla nostra solidarietà personale e istituzionale. Saremo al suo fianco in tutte le iniziative che riterrà necessarie per tutelare la propria persona e per difendere un principio che riguarda tutti: la libertà di fare politica non può essere condizionata dalla paura e l’agibilità democratica deve essere pienamente garantita in ogni angolo della Calabria.

La battaglia per la legalità non appartiene a un singolo partito, a una singola amministrazione o a una singola persona. È una responsabilità collettiva che richiede coraggio, coerenza e istituzioni capaci di dare risposte.

Omar, siamo dalla tua parte, sempre e comunque. Perché nessuno deve essere lasciato solo quando sceglie di difendere la libertà e la legalità».

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