La conferenza stampa tenuta dal Comitato per la tutela della salute dei cittadini della Piana e predisposta a seguito gli effetti mediatici dell’iniziativa parlamentare della senatrice Tilde Minasi è stata l’occasione per ripercorrere l’operato degli attivisti in tema di sanità ma soprattutto per rivendicarne battaglie e risultati e rilanciarne l’azione per il futuro.
«Non abbiamo timore di nessuno» ha esordito Luigi Longo, giornalista e componente del direttivo, illustrando l’impegno profuso dal Comitato a difesa dell’ospedale di Polistena, in particolare per cardiologia e ortopedia, che sarebbe costato l’apertura di una indagine presso la Procura della Repubblica di Messina – «dopo il no di Palmi e Reggio Calabria» ha rivelato – e l’interrogazione parlamentare della senatrice leghista Tilde Minasi, vero bersaglio dell’incontro, e circostanze dalle quali – ha replicato – «ci difenderemo con le carte».
Sulla stessa linea la presidente Marisa Valensise, che ha chiaramente parlato di «attentato a democrazia e libertà del dissenso» invitando cittadini, associazioni ed esponenti politici locali presenti a esprimere le proprie considerazioni sull’«attacco all’ospedale di Polistena e alla sanità del territorio», criticando aspramente l’iniziativa della senatrice reggina – mossa «da ispiratori privati?» ha aggiunto pungente – e accusata di assenza nelle battaglie per la sanità del comprensorio. Valensise ha reso nota la redazione di un dossier da trasmettere, per conoscenza, al ministro Schillaci e alla magistratura palmese riflettendo, poi, sul fatto che chi denuncia viene messo alla berlina forse perché «è stata urtata la sensibilità di qualcuno?» confermando, tuttavia, di intrattenere interlocuzioni serene con l’Asp e di non avere altri interessi sull’ospedale se non quelli dei funzionamenti dei reparti e dei servizi per operatori sanitari e cittadini anzi preannunciando la costituzione di un osservatorio permanente sullo spoke, perché, ha aggiunto, «vorremmo essere un tramite per un futuro migliore».
Ha aperto l’elenco dei numerosi i contributi alla discussione l’intervento di Giancarlo Greco, imprenditore e presidente nazionale di Unimpresa Sanità e Welfare, che nell’esprimere apprezzamento per il lavoro del Comitato, ha attaccato il governatore Roberto Occhiuto che «racconta una sanità che non esiste» perché, ha detto, «in Calabria la salute non viene tutelata»; Pino Romeo, del Comitato di Gioia Tauro, commentando i dati non lusinghieri del rapporto Gimbe sulla sanità calabrese ed il silenzio del Comitato di Palmi, ha confermato che quella sulla sanità deve essere «una lotta comune per arrivare alla normalità»; Francesco Trimarchi, vicepresidente del Comitato, ritornando sull’iniziativa della senatrice Minasi l’ha bollata come «interrogazione della vergogna» mentre apprezzamenti e vicinanza agli attivisti sono stati espressi anche dal sindaco di Cittanova Domenico Antico che ha parlato di «lotta di tutti, senza distinzione di colori politici» proponendo un incontro con la dg Berardi.
A seguire, è stata la volta di Antonio Zangari, dell’associazione agricoltori della Piana, che ha confermato la necessità di difendere l’ospedale e la dignità dei cittadini, annunciando, con l’occasione, una manifestazione popolare di protesta contro il caro vita con il blocco dello svincolo autostradale di Rosarno prevista per il prossimo lunedì 28 settembre e di Fortunata Calì, vice sindaca di Serrata, che ha invitato alla collaborazione per ottenere risposte sulla sanità. Della necessità di fare rete ha parlato Enza Armino, presidente dell’associazione Civicamente mentre Daniela Primerano, referente l’associazione Città Attiva di Vibo Valentia, ha rilevato la distanza della politica dai veri bisogni dei cittadini.
Ed ancora, se Santo Gioffrè, medico, scrittore e già commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria ha evidenziato la «guerra tra poveri» ed il «disastro» che comporterà l’autonomia differenziata, Maria Grazia Simari della Pro Loco di Galatro ha parlato «di rottura del patto col popolo» in riferimento all’interrogazione della Minasi mentre Francesco Mammola, presidente dell’ANPI polistenese, ha confermato la necessità di continuare l’azione di lotta per la sanità seguito dal pensiero dall’ex sindaco Giovanni Laruffa che ha riferito, analizzando l’atto della senatrice, di «attacco violento contro la democrazia dei cittadini» e di vera e propria «intimidazione».
Gli interventi di don Pino Demasi e del sindaco di Polistena Michele Tripodi hanno, quindi, concluso l’ampia girandola di interventi, con il primo che ha sottolineato il bisogno azioni unitarie per la tutela della sanità territoriale, con la necessità di riorganizzare ruoli e funzioni per una migliore efficacia delle iniziative, suggerendo la dotazione di un cronoprogramma e delle priorità da affrontare e il secondo che si è concentrato sullo «scivolone» della senatrice leghista – biasimandone fortemente l’impulso definito «una pagina buia» perché «non si può sindacare la libertà di opinione» – chiedendo, con altrettanta celerità, una interrogazione parlamentare «sui condizionamenti della ndrangheta sulla sanità calabrese» riaffermando, in conclusione, la volontà di non volersi far «imbavagliare».
