Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’USB di Reggio Calabria e dell’Associazione Terra e Libertà – Piana di Gioia Tauro, che intervengono dopo il decreto n. 238 del 23 marzo 2026 del Commissario straordinario per le periferie Fabio Ciciliano e le notizie sull’imminente smantellamento della tendopoli di San Ferdinando. Le due realtà chiedono un confronto immediato con la Prefettura per comprendere modalità, tempi e ricadute del trasferimento previsto, sottolineando la necessità di soluzioni abitative diffuse, dignitose e realmente sostenibili per i lavoratori della Piana.
A seguito del decreto n. 238 del 23 marzo 2026 del Commissario straordinario per le periferie Fabio Ciciliano e delle
notizie sull’imminente smantellamento della tendopoli di San Ferdinando, l’USB di Reggio Calabria e l’Associazione
Terra e Libertà – Piana di Gioia Tauro hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Prefetto di Reggio
Calabria.
Parliamo di una realtà che da anni riguarda centinaia di lavoratori, in gran parte impiegati nei campi della Piana,
costretti a vivere in condizioni abitative precarie e indegne. Per questo riteniamo giusto e necessario superare
definitivamente la logica delle tendopoli e degli insediamenti informali.
Proprio per questo, però, è fondamentale capire come si intenda procedere concretamente. Il trasferimento previsto
verso il borgo sociale di Taurianova rischia di non essere sufficiente ad accogliere tutte le persone oggi presenti. È
un aspetto che va chiarito, perché da questo dipende la possibilità di garantire a tutti una soluzione reale e non
temporanea.
C’è poi un altro elemento che merita attenzione. Spostare un numero elevato di persone in un’unica struttura
richiede servizi adeguati, un accompagnamento sociale continuo e un rapporto equilibrato con il territorio. Senza
questi elementi, il rischio è quello di creare nuove difficoltà, sia per chi viene trasferito sia per la comunità locale.
In questo quadro, riteniamo importante valorizzare tutte le risorse già disponibili. Le palazzine di contrada Serricella
a Rosarno, realizzate proprio per rispondere a bisogni abitativi di questo tipo, risultano ancora inutilizzate e
potrebbero contribuire ad ampliare le soluzioni, evitando una concentrazione eccessiva in un solo sito.
La nostra posizione è chiara da tempo: i ghetti vanno superati davvero. Non solo perché si vive in condizioni
inaccettabili, ma perché sono un modello che isola le persone e le rende più esposte allo sfruttamento.
Superarli significa costruire alternative credibili. Nei nostri territori esiste un’enorme quantità di immobili vuoti che,
se utilizzati in modo diffuso, possono offrire soluzioni abitative dignitose, favorire percorsi di integrazione e allo
stesso tempo attivare economie locali legate agli affitti, alla manutenzione e alla riqualificazione.
Non è una proposta astratta. Esperienze come Drosi e Dambe So dimostrano che un modello diverso è possibile e
funziona nel tempo.
Per questo riteniamo necessario un confronto immediato con la Prefettura, per avere un quadro chiaro delle scelte
in corso e contribuire a individuare soluzioni che tengano insieme dignità, diritto all’abitare e contrasto allo
sfruttamento lavorativo nella Piana di Gioia Tauro.
