Un lavoro iniziato a ottobre del 2025 e avviato con una prima campagna di monitoraggio dell’aria
è diventato una piattaforma operativa stabile con la riunione di kick-off tenutasi in prefettura il 25
febbraio, grazie all’avvio formale della Cabina di Regia per la salvaguardia ambientale.
Il progetto, denominato “Mare e Aria Puliti 2026” nasce per coordinare le attività, condividere le
informazioni e definire gli indirizzi strategici tra tutti gli enti impegnati nella tutela delle risorse
naturali. L’iniziativa, promossa dal Comune di San Ferdinando, è coordinata dalla Prefettura di
Reggio Calabria con la finalità di porre a sistema iniziative, informazioni, strumenti e competenze
tra tutti i soggetti coinvolti nelle attività di protezione ambientale.
Alla Cabina di Regia in Prefettura è seguita l’istituzione di un Tavolo Tecnico Interistituzionale
Permanente, con funzioni operative e di raccordo, presso la Città Metropolitana di Reggio
Calabria.
L’obiettivo è anticipare le azioni utili a proteggere mare, fiumi, suolo e aria, attuando tutte quelle
sinergie atte a massimizzare i risultati inquadrando gli interventi sspecifici in un quadro unitario e
coinvolgendo, in questa prima fase di avvio, la Regione Calabria, la Guardia Costiera, i Carabinieri
del NOE, l’Arpacal, la Polizia Metropolitana di Reggio Calabria, la Polizia Locale di San Ferdinando,
il Consorzio di Bonifica della Calabria, l’Azienda Calabria Verde, la IAM SpA, il WWF e la Riserva
Regionale Foce del Mesima oltre che, naturalmente, la Prefettura di Reggio Calabria e la Città
Metropolitana che ospita e coordina il Tavolo Tecnico.
Le attività si articoleranno grazie a un Protocollo d’Intesa per cui tutte le parti coinvolte, in
funzione delle rispettive competenze, saranno chiamate a promuovere e realizzare azioni mirate e
iniziative congiunte per tutelare l’ambiente e per prevenire l’insorgenza di fenomeni avversi quali
la cd. “fioritura algale”, le emissioni odorigene moleste, la presenza di agenti inquinanti
nell’atmosfera, in mare, nei corpi idrici, nel suolo.
Ciò avverrà attraverso un maggiore controllo del territorio con il raffrozamento delle attività
ispettive e di monitoraggio nonché attraverso azioni proattive per contenere o neutralizzare le
criticità e minimizzare l’impatto di fattori avversi. I piani di intervento prioritari finora individuati
interessano la qualità delle acque marine e fluviali, il sistema depurativo e le reti fognarie, i corpi
idrici minori e le reti di collettamento delle acque piovane, le emissioni odorigene e le qualità
dell’aria, la gestione dei rifiuti e la tracciabilità dei flussi, la tutela dei corsi d’acqua e delle aree
agricole.
Grazie a questa iniziativa partecipata il lavoro viene pianificato e avviato ben prima dell’estate:
questo progetto vede oggi l’attuazione concreta grazie alla Cabina di Regia e al Tavolo Tecnico
Intersitituzionale ma nasce già nell’ottobre del 2025 con l’intento di evitare emergenze nel
periodo estivo, che è quello di maggiore affluenza e di sovraccarico delle infrastrutture. Tali
emergenze, che si manifestano purtroppo senza preavviso, arrecano disagi e pongono in
sofferenza le istituzioni, spesso chiamate ad agire quando le condizioni ambientali sono già
compromesse.
«Spesso ci siamo trovati ad agire in piena estate di fronte a criticità evidenti e a proteste di
residenti, visitatori e operatori economici. La fioritura algale, pur essendo un fenomeno naturale
dovuta ai processi di eutrofizzazione, pregiudica la balneazione e inficia la reputazione dei luoghi
di vacanza. Poiché questa sgradevole fioritura dipende da un mix di fattori che stressano
l’ambiente marino e causano una colorazione sgradevole delle acque, è necessario agire per
tempo sui fattori critici e mettere in campo tutte le possibili azioni di prevenzione e
contenimento», afferma Luca Gaetano, sindaco di San Ferdinando, che prosegue evidenziando
come “un siffatto processo partecipativo vuol essere anche una sperimentazione, una prova
generale che può diventare metodo condiviso da estendere via via ai comuni limitrofi, all’intero
comprensorio e – perché no –ad altre provincie calabresi. Il protocollo è aperto, pronto ad
accogliere nuove idee e nuovi attori tra cui, in primis, gli Enti Locali uniti in questa battaglia
virtuosa e indifferibile per la qualità di vita e l’economia locale. Stiamo già monitorando
l’atmosfera con il supporto di Arpacal che, ne sono certo, anche per il mare non farà mancare il
prezioso sostegno fin qui sempre garantito.”
Tra le priorità rientrano di intervento si evidenziano, per la “Fase 1”, la vigilanza sul territorio, la
messa in sicurezza delle reti idriche, il controllo di torrenti e fiumare, la protezione della foce del
Mesima, la prevenzione degli sversamenti, il monitoraggio continuo delle acque e le azioni
ispettive sulle attività produttive, sia industriali che turistiche.
L’ing. Domenica Catalfamo, dirigente del Settore Tutela del Territorio e dell’Ambiente della Città
Metropolitana di Reggio Calabria, sostiene che “L’avvio del tavolo tecnico e la proposta di un
Protocollo d’Intesa rappresentano un passo concreto e necessario per rafforzare la tutela
dell’ambiente e del territorio, in particolare lungo la fascia costiera, e si inseriscono pienamente
tra le attività che il nostro Settore ha già avviato, spesso in collaborazione con Enti e Istituzioni
territoriali.
La Città Metropolitana è disponibile a collaborare attivamente all’attuazione di ogni utile azione,
incluse le attività di monitoraggio, controllo e sensibilizzazione, necessaria per consolidare una
cultura diffusa di rispetto, protezione e valorizzazione dell’ambiente.
Nello specifico il Settore Tutela del Territorio e dell’Ambiente, nel partecipare al tavolo tecnico,
metterà a disposizione competenze tecniche, dati e risorse per rendere operativo e replicabile
questo progetto pilota, nell’interesse della tutela ambientale e della qualità della vita delle
comunità.”
Il Presidente di IAM SpA, Alessandro Polizzotto, ha dichiarato alla stampa che “La IAM S.p.A., in
qualità di gestore dell’impianto consortile di Gioia Tauro, nel quale sono convogliati anche i reflui
provenienti dal territorio comunale di San Ferdinando, esprime apprezzamento per l’iniziativa
intrapresa, riconoscendone la rilevanza strategica ai fini del rafforzamento delle azioni di tutela
ambientale e di coordinamento interistituzionale.
Si ritiene particolarmente meritoria l’azione promossa dal Comune di San Ferdinando, che ha
saputo attivare un percorso concreto e strutturato di cooperazione tra istituzioni, organi di
controllo e soggetti operanti sul territorio, dimostrando elevata sensibilità istituzionale, capacità di
coordinamento e visione strategica su tematiche ambientali complesse e di primaria rilevanza per
la collettività. Ciò è in linea con l’operato di IAM SpA sul territorio, che assicura il trattamento dei
reflui provenienti da un comprensorio esteso con livelli di efficienza e rendimenti depurativi
elevati adottando le migliori pratiche tecniche di settore. Tale attività rappresenta un presidio
ambientale per la salvaguardia complessiva dell’ecosistema locale.
Per quanto di nostra competenza, manifestiamo piena disponibilità a contribuire attivamente alle
attività previste, impegnandoci a promuovere e supportare tutte le iniziative e le azioni individuate
nell’ambito del Protocollo, con anche l’ulteriore intento di contribuire ad accrescere la
consapevolezza ambientale del territorio e della collettività.”
Anche la biologa Jasmine De Marco, direttore della Riserva Regionale Foce del Mesima gestita
dal WWF, esprime apprezzamento per l’iniziativa: “Accogliamo con grande favore l’attivazione del
Tavolo Tecnico Ambientale promosso dal Comune di San Ferdinando, che rappresenta un passo
concreto verso un’azione coordinata contro il fenomeno dell’inquinamento marino lungo la nostra
costa che da anni compromette la qualità del nostro mare e la salute degli ecosistemi costieri.
Come ente gestore della Riserva Naturale Regionale Foce del Fiume Mesima, confermiamo la
nostra piena disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, mettendo a disposizione
competenze e conoscenze per la tutela e la valorizzazione di un’area di straordinario pregio
ambientale.”
Si registrano infine le parole del prof. Michelangelo Iannone, direttore di Arpacal che conferma
come “La partecipazione di ARPACAL alla Cabina di Regia rappresenta un modello di governance
ambientale integrata, fondato su coordinamento istituzionale, condivisione dei dati e
programmazione anticipata degli interventi. In questo contesto, l’Agenzia assicura il proprio
contributo tecnico-scientifico a supporto dei processi decisionali, con l’obiettivo di trasformare il
monitoraggio ambientale in uno strumento operativo di prevenzione, gestione del rischio e tutela
della qualità delle matrici ambientali.”
Alle attività ispettive, di monitoraggio e operative si affiancherano anche azioni di sensibilizzazione
ambientale e lo sviluppo di progetti di comune interesse, affinché ognuno possa percepire quanto
i comportamenti individuali e una consapevole coscienza diffusa siano decisivi per proteggere
l’ambiente, la salute, il paesaggio e la bellezza.
