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Rosarno, scoperta maxi‑piantagione di marijuana: tre arresti in flagranza

Erano impegnati nella cura della piantagione quando sono stati sorpresi dai Carabinieri.
Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato a Rosarno, dove i militari hanno
scoperto una piantagione di marijuana di oltre 1.000 piante.
Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba in località Fabiana, nell’ambito di un’attività di
controllo del territorio condotta dai Carabinieri della Tenenza di Rosarno, con il supporto
dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri.
L’attività ha consentito di individuare, in una zona rurale, una piantagione di marijuana di
notevoli dimensioni. I militari hanno quindi raggiunto l’area e, una volta sul posto, hanno
sorpreso i tre soggetti mentre erano intenti a curare e coltivare le piante.
La piantagione, composta da circa 1.000 piante di marijuana, è stata sottoposta a
sequestro. Per i tre è invece scattato l’arresto in flagranza di reato per coltivazione e
produzione abusiva di sostanze stupefacenti.
L’intervento ha visto operare congiuntamente i militari della Tenenza di Rosarno e i reparti
specializzati dell’Arma tra cui lo squadrone eliportato Carabinieri “Calabria” e l’8° Nucleo
Elicotteri di Vibo Valentia, il cui supporto si è rivelato particolarmente importante
nell’individuazione dell’area e nel successivo intervento in una zona rurale difficilmente
accessibile.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dai
Carabinieri nella Piana di Gioia Tauro, con particolare attenzione al contrasto delle
coltivazioni illecite e alla produzione di sostanze stupefacenti nelle aree rurali.
Al termine delle operazioni, i tre arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari su
disposizione della Procura di Palmi che ha assunto la direzione delle indagini in persona
del Procuratore dott. Emanuele Crescenti e dei suoi sostituti dott. Massimo D’Andrea e
dott. Fabrizio Rafeli.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto,
nei confronti degli arrestati vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a
sentenza definitiva.

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