Inquieto Notizie

Rosarno: La Coca Cola minaccia di recidere i contratti con i produttori agrumari

Gli agrumi di Rosarno

ROSARNO «Oltre al danno la beffa» è stato il primo grido d’allarme del sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi dopo esser stata raggiunta al telefono, pochi giorni fa, dal proprietario di un’azienda di trasformazione di agrumi, che la informava del fatto che «la multinazionale “Coca-Cola”, aveva intenzione di recidere i contratti con i produttori di Rosarno perché accusata, dal quotidiano inglese “Indipendent”, di acquistare (a soli 7 centesimi) succo d’arancia prodotto da lavoratori in condizioni semi-schiavitù».

Verrebbe quasi da ridere se la questione non fosse tragica, visto che a farne le spese sarebbe, in tal caso, l’intero circondario, già messo in ginocchio dalla crisi lavorativa totale. A suscitare un’amara ilarità sono i dati della Coldiretti, che evidenziano come «a determinare prezzi così bassi per gli agrumi rosarnesi sono proprio le multinazionali». Secondo questa importante associazione «nelle bibite all’arancia» come la Fanta per intenderci, «risulta esserci massimo il 12% di succo». Ciò determina l’abbattimento dei prezzi, tanto che «un kg di arance viene pagato dalle industrie di spremitura ai produttori non più di 0,08cent, mentre il costo della manodopera viene stimato dai produttori in 0,06 cent al kg».

In virtù della decisione di “Coca-Cola”, un accorato grido di protesta si è levato in difesa dell’intera filiera pianigiana. A partire dal responsabile di “Libera Calabria”, Don Pino Demasi, che ha esplicitamente invitato «a boicottare tutte le multinazionali che sfruttano “consapevolmente” le situazioni di emarginazione», si sono poi fatti sentire l’assessore provinciale all’Agricoltura, Gaetano Rao, che ha invitato «a non svendere le arance rosarnesi», l’On. Angela Napoli e il coordinatore rosarnese di Fli, Aurelio Timpani, l’On. Nicodemo Oliviero (Pd), l’assessore regionale alle “Attività Produttive, Antonio Caridi E i Comunisti Italiani della RegioneCalabria.

Francesco Comandè

Exit mobile version