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Rosarno: Imu ed Equitalia al centro della polemica

ROSARNO – “Ridurre al minimo l’Imu e revocare la convenzione con  Equitalia”.

Questo lo slogan dei manifesti pubblicati in città nei giorni scorsi dal coordinamento medmeo di “Grande Sud” al quale, in una conferenza stampa indetta presso Palazzo “S. Giovanni” nella tarda mattinata di ieri, è seguita la risposta del primo cittadino Elisabetta Tripodi: «L’impegno dell’amministrazione nei confronti dell’Imu è già in atto, e con Equitalia il comune di Rosarno non ha alcuna convenzione già dal 2008».

La grave crisi economica che attanaglia l’Italia, portando molti imprenditori a togliersi la vita a causa dei debiti contratti, diventa quindi motivo di scontro tra la giunta targata Tripodi e la minoranza guidata da Giacomo Saccomanno che, a detta del primo cittadino, «tenta in ogni modo di  creare confusione  tra la gente, visto che già nel consiglio comunale del il 12 maggio scorso, il problema dell’Imu era stato affrontato come punto all’ordine del giorno e che il comune, a partire dal 2008, non ha nessun contratto da rescindere con Equitalia».

Il contratto è stato infatti mantenuto (anche per la riscossione volontaria) fino al 2007, «anno in cui il consigliere Saccomanno era sindaco». Oggi invece, Equitalia riscuote solo i vecchi tributi, quelli degli anni pregressi, e non più i tributi volontari «ciò rende impossibile rescindere il contratto, visto che lo stesso  non esiste più da ben 4 anni».

Dalle parole della Tripodi si apprende che l’amministrazione sta lavorando per evitare un ulteriore aggravio fiscale nelle tasche dei cittadini: «sarebbe stato facile – spiega il sindaco – portare avanti una comunicazione di tipo populista, com’è stato fatto a Polistena e Gioia Tauro, facendo passare in secondo piano il fatto che portando allo 02% l’aliquota sulla prima casa, in realtà è stata aumentata all’1,06% l’aliquota sulla seconda, cosa impensabile in una realtà come quella rosarnese, nella quale  esistono molte situazioni in cui i genitori hanno fatto le case per i figli e non hanno trasferito giuridicamente la proprietà, risultando, di fatto, proprietari di due immobili».

La giunta sta lavorando per arrivare all’esenzione dal pagamento dell’Imu sulla prima casa mantenendo l’aliquota media dello 0,76% sul secondo stabile posseduto.

Altro punto dolente affrontato è stato quello della disoccupazione: «stiamo facendo il possibile – ha chiosato la donna – ed infatti il 16 maggio abbiamo stipulato una convenzione con la Provincia, nell’ambito della quale l’ente andrà ad assorbire, per un periodo di 6 mesi, 25 lavoratori in mobilità».  Ciò consentirà a questi lavoratori di percepire, accanto al trattamento di mobilità in deroga, un sussidio di 300€ da parte della Provincia ed allo stesso tempo verrà loro consentito di fare un servizio alla collettività e di formarsi per il futuro.

Francesco Comandè

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