
La prima a voler mettere i puntini sulle “i” è stata Elisabetta Tripodi: «abbiamo subito denunciato agli organi competenti quanto accaduto, dimostrando con i fatti di non essere omertosi ne complici di alcun misfatto. Ci stiamo impegnando a portare avanti un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica, cercando di sfatare l’immagine di una città xenofoba e ‘ndranghetista e garantendo trasparenza ed equità ad ogni cittadino».
Il primo cittadino ha inoltre evitato di polemizzare oltre con gli esponenti del “Pdl” «a loro ho già risposto durante l’ultimo consiglio comunale», è piuttosto agli esponenti del “Patto” ed a quelli della “Scopelliti presidente” che si è rivolta, spiegando che «i problemi non si risolvono con gli insulti, bensì denunciando i fatti, e noi lo abbiamo fatto, dimostrando di non essere né omertosi né complici. I processi mediatici e di piazza non fanno parte della nostra dignità, noi ci affidiamo alla magistratura. Se poi la minoranza ha in mano qualche prova schiacciante li invito a fornirmela, non esiterei un istante a prendere provvedimenti contro chi ha commesso il reato».
Nella serata di ieri si è fatta sentire, in merito alla vicenda, anche l’Udc: «noi non abbiamo nulla da temere per ciò che attiene al taglio delle piante secolari d’ulivo di “Bosco” – si legge in una nota diramata dal circolo territoriale cittadino – e proponiamo l’istituzione di una commissione straordinaria d’indagine e d’inchiesta, composta da consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza secondo criteri proporzionali alla composizione dell’assemblea elettiva, che consenta un adeguato approfondimento politico, parallelo a quello giudiziario in corso su una vicenda che rischia di distrarre l’amministrazione dai problemi veri del paese».
Francesco Comandè