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Rizziconi: il Pd attacca la maggioranza

Riceviamo e pubblichiamo:

Riccardo Anastasi
Riccardo Anastasi
Sono trascorsi quasi due anni dall’insediamento dell’amministrazione Di Giorgio e ci troviamo ad assistere all’ennesimo sconvolgimento negli equilibri della maggioranza caratterizzata da continui ed allarmanti colpi di scena.

C’è da premettere che politicamente sin da subito appare evidente la confusione che regna nella coalizione: una semplice ammucchiata di personaggi variegati, senza radici e senza alcuna militanza e identità politica, senza percorsi condivisi, ma quel che più conta, senza un progetto politico comune. Del percorso politico del Sindaco invece ci sarebbe da scrivere un articolo a parte, ma non credo interessi a nessuno.

Sin da subito si defila il consigliere Marcianò che con motivazioni decisamente incomprensibili si dimette dopo appena due mesi dalle elezioni senza che ci sia una chiara esposizione della cause scatenanti ne tantomeno, nel successivo consiglio comunale il Sindaco riesce, sebbene sollecitato dalle opposizioni, a chiarire i contorni di questa vicenda alquanto inquietante.

Tra la totale impreparazione alla benché minima conoscenza della gestione dei ruoli e delle procedure in seno al consiglio comunale, va in scena un puro dilettantismo politico che caratterizza a tutt’oggi le sedute, al limite del ridicolo e di sicuro non confacenti ad un pubblico consesso che dovrebbe rappresentare la cittadinanza rizziconese.

L’attività amministrativa intano scorre sospesa tra l’improvvisazione e il nulla.

Il tempo scorre inesorabile e di programmazione e sviluppo del territorio nemmeno l’ombra. Si perpetrano inefficienze e sprechi, non vi è mai la reale percezione di una guida politica votata all’efficienza ed al rinnovamento. Si gestiscono le pochissime iniziative amministrative con superficialità ed una manifesta incompetenza che fa rabbrividire.

Ed ecco sopraggiungere l’ennesima fibrillazione: il consigliere Coppola, dapprima pubblicamente schernito prima delle elezioni dal primo cittadino e poi divenuto pilastro di questa amministrazione – se non altro perché uno dei più votati nella storia del maggioritario a Rizziconi, nonché primo degli eletti – ammesso in giunta per interposta persona, la cugina dello stesso, a cui viene affidato l’assessorato a i lavori pubblici, nel novembre del 2013 viene defenestrato e con lui la cugina/assessore.

Senza due tra più votati dei consiglieri comunali (500 voti in due), si va avanti con una striminzita e traballante maggioranze per quella che dovrebbe essere la seconda fase del nulla: nulla si produceva prima e nulla si continua a produrre, che la maggioranza sia più o meno solida è un dettaglio quando comunque si a che fare con il nulla.

Tralasciamo volutamente gli screzi e il traballante comportamento del consigliere Condello che dapprima accenna a seguire Coppola nella protesta e dopo silenziosamente rinsalda le fila dell’inutile maggioranza.

La fase più tristemente ridicola si delinea negli ultimi mesi quando sia il sindaco che le giovani promesse decidono che è giunto il momento di darsi un nome ed un’identità politica. Cominciano i valzer tra i simboli dei partitici nazionali, senza alcuna logica politica e men che meno ideologica: ed ecco che il Sindaco aderisce a Nuovo Centro Destra (o Democratico? Lui non lo ha capito ancora) cosi come un consigliere di minoranza ed anche Condello e Rottura. Il vicesindaco aderisce a Forza Italia in uno dei circoli che a Rizziconi in questo periodo pullulano, forma un gruppo consiliare autonomo che comprende tre consiglieri (uno di Forza Italia e due del Ncd). È tutto poco chiaro ma non occorre decifrarlo.

E veniamo ad oggi: i giovani ed impalpabili assessori Rottura e Ventrice con a fianco il consigliere con tanto di deleghe Condello, si avventurano in un nuovo assalto alla tenuta della maggioranza, rivendicando non si sa quale posizione e sostenendo pubblicamente una rottura con il sindaco e i suoi ormai sparuti fedelissimi, in nome di non si capisce quale battaglie e di quale divergenza dal momento che il nulla, apparentemente, non può produrre alcuna divisione o disputa. Il nulla è nulla e basta.

È di questi giorni l’ennesima frattura di quel che resta della maggioranza, ormai ridotta all’osso e con un futuro assolutamente segnato.

Rizziconi allo strenuo delle forze, messa al tappeto da un lato dalla crisi economica e dall’altro dal lento ed inarrestabile processo di emigrazioni dei giovani, con un degrado culturale inesorabile e pericoloso, con le sue strade deserte e le sue attività produttive al collasso.

Rizziconi, martoriata da amministrazioni frammentarie e gestioni commissariali disastrose, ha ormai dilapidato quel leggero vantaggio che aveva negli anni passati rispetto ad altri paesi, per una certa solidità finanziaria e qualche sopravvenienza in bilancio derivante dalla centrale a turbogas e dall’elettrodotto.

Rizziconi, senza programmazione e senza progetti di rilancio, in mano ad una amministrazione inadeguata e intangibile vittima solo delle proprie personalissime beghe interne, dice basta.

Basta, andatevene a casa.

Non rappresentate che un’ennesima promessa fallita (io aggiungerei sul nascere), non rappresentate nessuna speranza, siete solo il teatro della disperazione di una cittadinanza in ginocchio che non si aspetta nulla dal vostro inqualificabile immobilismo amministrativo e dalla vostra ambigua lotta di potere. Il potere del nulla.

Tornatevene a casa e lasciateci ancora sperare, per quanto possibile.

Il segretario del Circolo di Rizziconi del Partito Democratico
Riccardo Anastasi

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