Una Piana di Gioia Tauro fortemente orientata per il Sì quella che è venuta fuori dalle urne della chiamata referendaria dello scorso 22 e 23 marzo. I dati (fonte Ministero dell’Interno) restituiscono una fotografia assai chiara del convincimento degli elettori che si sono riversati ai seggi nei 33 Comuni che compongono l’area di riferimento.
Ben 25 municipalità su 33 (75,75%) si sono espresse a favore del quesito proposto con queste percentuali, in ordine decrescente: San Procopio 90,69%, Sinopoli 85,61%, Sant’Eufemia D’Aspromonte 77,87%, Rosarno 72,70%, Seminara 69,35%, Cosoleto 69,17%, Delianuova 67,93%, Gioia Tauro 66,02%, Giffone 65,42%, Scido 63,50%, Oppido Mamertina 62,82%, Santa Cristina d’Aspromonte 60%, Candidoni 58,62%, San Ferdinando 57,65%, Terranova Sappo Minulio 57,65%, Rizziconi 57,19%, Melicucco 56,78%, Melicuccà 53,93%, Palmi 53,19%, Anoia 52,62%, Varapodio 52,54%, Molochio 51,69%, Laureana di Borrello 51,18%, Taurianova 50,93% e Cittanova 50,03%.
A favore del No solo 8 Comuni (il 24,25% del totale preso in esame): Serrata 62,81%, San Pietro di Caridà 57,99%, Galatro 55,96%, Polistena 54,94%, Cinquefrondi 52,84%, Feroleto della Chiesa 51,64%, Maropati 51,36% e San Giorgio Morgeto 51,26%.
Evidenze di una tornata referendaria evidentemente troppo polarizzata che ha creato, nella Piana, un divario netto tra sostenitori del Sì e del No consegnando, quindi, nel complesso, alla provincia di Reggio Calabria la vittoria del Sì e, in controtendenza nazionale, il riconoscimento di unico capoluogo di provincia nel sud Italia a schierarsi a favore della riforma per la separazione delle carriere.
