
I carabinieri del Ros di Reggio Calabria, e del Comando provinciale, insieme ai Cacciatori, lo hanno raggiunto ieri pomeriggio e posto in stato di fermo, al vaglio adesso del Tribunale.
Nel provvedimento restrittivo, viene contestata l’organicità alla associazione di stampo mafioso alla cosca Pesce, operante a Rosarno e dintorni, ma anche fuori zona, a Milano.
Sibio avrebbe svolto funzioni di supporto logistico e di tutela del latitante Giuseppe Pesce, diventato il reggente della cosca dopo l’arresto del fratello Francesco; avrebbe inoltre provveduto al sostentamento delle famiglie degli affiliati, attraverso somme di denaro provenienti da attività illecita.
Destinatari delle somme di denaro erano Ilenia Bellocco, moglie di Giuseppe Pesce, Maria Stanganelli e Maria Grazia Pesce, moglie e sorella di Francesco Pesce.
Sibio è attualmente imputato in stato di libertà nell’ambito del processo “All Inside”, giunto al termine dinanzi al Tribunale di Palmi.
Il fermo è giunto dopo l’intercettazione di una frase che Sibio avrebbe pronunciato, consapevole dell’imminente sentenza del processo: “Io mi butto latitante”.