Riceviamo e pubblichiamo:
La sopravvivenza del porto di Gioia Tauro, la cui valenza internazionale dovrebbe essere esaltata e non ridotta, come accaduto sino ad oggi per svilirne la competitività, diventa una necessità non solo della Piana, ma dell’intera Calabria e le forze virtuose della nostra Regione, attente e sensibili, non possono assistere impassibili a questa condanna a morte.
Non è possibile restare immobili a guardare mentre il nostro porto si sta spegnendo lentamente, per rispondere alle lobby del nord, vengono stanziati ingenti finanziamenti per la costruzione di altre megastrutture portuali (Vado Ligure e Trieste). Non si può digerire che qualcuno possa aver deciso che il sud dell’Italia e con esso Gioia Tauro debbano sparire dalla cartina geografica del commercio e dell’economia.
Non è possibile che si continui a discutere di logistica, intermodalità, sviluppo del retroporto, mentre i 450 milioni di euro dell’Accordo di Programma Quadro, stanziati da oltre un anno, sono ancora fermi e non si intravede ancora l’attuazione dei progetti previsti per un pronto rilancio di tutta la struttura portuale.
A tutto questo è arrivato il momento di dire basta.
L’Ufficio Stampa del
Coordinamento portuali Sul