
“Si insinuavano cose sull’ospedale di Polistena – ha subito incalzato Tripodi rispondendo a chi ha tirato fuori nei giorni scorsi una relazione sui rischi sismici della struttura – si diceva che non è a norma. Cercare di costruire un teorema che punta a destabilizzare non è una cosa che può essere accettata” ha chiarito il sindaco. Continuando a sostenere che Polistena è il punto di riferimento della Piana.
“L’ospedale non può essere unico – ha ancora aggiunto per chi non avesse capito la sua posizione – e l’ospedale di Palmi non può essere l’ospedale unico” lui vede il nosocomio polistenese come “unico” punto di riferimento.
Ma se non fosse abbastanza il primo cittadino ha anche detto che “se un sindaco del territorio dice che siamo periferia della Piana – e il riferimento è sempre allo stesso sindaco, Bellofiore – ci dobbiamo preoccupare e dobbiamo assumere le opportune contromisure. Non accetto che un sindaco di questo territorio mi venga a dire come deve essere organizzata la sanità nella Piana”. Tutto questo, per Tripodi, non è una questione di “campanilismo”.
Anche il capogruppo di maggioranza, Fabio Racobaldo, per rafforzare il concetto ha aggiunto: “qualcuno barbaramente cerca di metterci in secondo piano”.
Fuori dal coro l’intervento dell’assessore di Rosarno, Michele Brilli, secondo cui decisioni così importanti per il territorio non possono arrivare senza un adeguato coinvolgimento dei comuni interessati. “Su alcune questioni – ha ribadito – i 33 comuni della Piana devono camminare assieme, sostenendo anche quelle che sono le attività produttive del territorio”.
Il commento di Brilli ha suscitato la reazione del presidente dell’associazione “città degli Ulivi”, Giuseppe Zampogna, che ha precisato che l’assemblea dei sindaci ha individuato il primo cittadino di Cittanova, Alessandro Cannatà, in seno al comitato dell’Asp.
Come Zampogna anche i sindaci di Cinquefrondi, Marco Cascarano, di San Giorgio Morgeto, Giorgio Cleri, hanno concordato sulla necessità di potenziare l’ospedale di Polistena nella logica del “mantenere quello che abbiamo potenziandolo, al di là di dove sorgerà il nuovo ospedale”. Anche Cannatà, in vista della costruzione di un ospedale unico “a prescindere da dove e con maggiori strumenti e tecnologie avanzate” ha detto che bisogna confermare quello che si ha, sia Polistena che Gioia Tauro, “che bisogna ampliare”.
Qualche tensione, una volta andati via i sindaci, si è avvertita anche in maggioranza, con gli interventi dei consiglieri d’opposizione Claudio Roselli e Piero De Pasquale. Il primo ha detto che serve una politica sanitaria “aggregante, senza tentativi di strumentalizzazioni varie”; il secondo che bisogna guardare di più alle singole realtà “ascoltando gli operatori sanitari”.
Molto più accomodante la posizione del gruppo d’opposizione “Polistena nel cuore” che in questa battaglia è a fianco dell’amministrazione comunale.
L’amministrazione elaborerà un documento dopo il Consiglio che sottoporrà all’attenzione dei capigruppo per l’approvazione. Un dato è certo: la guerra fredda fra Tripodi e Bellofiore sull’ospedale non è finita e, ormai esaurita la carta per i comuncati, si rispondono a suon di consigli comunali aperti e molto partecipati.
Angela Corica