Il Comitato spontaneo a tutela della salute è intervenuto duramente, a seguito della notizia concernente l’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice della Lega Tilde Minasi, in merito alla richiesta di chiarimenti su rapporti e modalità delle interlocuzioni con i vertici dell’Asp e il personale sanitario del Santa Maria degli Ungheresi, attraverso una nota nella quale è stato focalizzato il tema della denuncia dell’Asp nei confronti dello stesso Comitato.
Secondo gli attivisti, la senatrice Minasi non si sarebbe preoccupata «di tutelare i cittadini» ma «qualcuno che si è sentito non protetto», specie – è stata la presa di posizione – in un momento in cui la sanità calabrese è chiamata a fare i conti con liste d’attesa, carenza di personale e posti letto molte volte costringendo l’utenza «a prendere una valigia e partire» riflettendo sul fatto che «le priorità dovrebbero essere altre».
«I cittadini non sanno più dove sbattere la testa e devono fare scelte drammatiche: pagare una visita o un esame oppure far fronte alle necessità della propria famiglia» è stata la replica del Comitato, ricordando anche le difficoltà degli ospedali calabresi e il futuro del personale sanitario dopo la scadenza dei contratti con i medici in pensione.
Per quanto all’ospedale di Polistena, presidio spoke della Piana di Gioia Tauro, il Comitato ha invitato l’esponente leghista a visitare la struttura e a verificare direttamente le condizioni del pronto soccorso e le difficoltà quotidiane di pazienti e operatori ritornando, ancora una volta, sulla vicenda della denuncia dell’Asp.
«Presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere conto di una denuncia nei confronti di 2400 cittadini fa sorgere molte domande» ha ribadito la portavoce Marisa Valensise che, interpretando il sentiment del Comitato, ha pungolato Minasi chiedendo se «prima di presentare l’interrogazione ha letto la denuncia dei cittadini?» e se i fatti alla base delle proteste abbiano trovato una realizzazione contestando l’assenza, a proprio giudizio, di una pari attenzione istituzionale verso i cittadini che da tempo avevano sollevato le problematiche dei disservizi e le difficoltà nell’accesso alle cure.
«Mi dispiace che si sia girata dall’altra parte quando i cittadini hanno chiesto aiuto» ha affermato Valensise per il Comitato, concludendo con un duro attacco politico: «Certa gente non può rappresentare i cittadini. Deve essere mandata a casa».
