
PALMI – Le strutture sanitarie inadeguate e la carenza di personale all’interno del carcere di Palmi, sono al centro dell’interrogazione (leggi il documento) ai ministri della Giustizia e della Salute, presentata venerdì scorso dal parlamentare di Libertà e Diritti, Luigi Lacquaniti.
Il documento è il risultato dell’ispezione alla casa circondariale, effettuata da Lacquaniti il giorno di ferragosto.
«Dal colloquio con il Responsabile – scrive nell’interrogazione il parlamentare di origini pianigiane – e dalla visita stessa, ho appurato che il numero di detenuti è di poco superiore alle capacità della struttura e che, al contrario, il personale di sorveglianza è largamente inferiore alle necessità in una misura pari a circa il 20% e che all’interno della Casa circondariale di Palmi, sono reclusi, oltre a detenuti comuni, anche detenuti condannati o in attesa di giudizio per appartenenza a cosche, famiglie e clan mafiosi».
Lacquaniti sposta poi l’attenzione sulle strutture sanitarie del carcere. «A seguito di un guasto nel 2010 – scrive ancora – le attrezzature biomedicali e diagnostiche sono state danneggiate e finora non è stato ripristinato a pieno il funzionamento: lo studio dentistico e l’ambulatorio funzionano in modo ridotto, mentre il laboratorio radiologico e oculistico non funzionano, obbligando, in caso di necessità, il detenuto e il personale di sorveglianza a onerosi e rischiosi trasferimenti»
Questi disservizi uniti alla carenza di personale costringono le guardie carcerarie «a turni inadeguati alla sicurezza della struttura e li obbliga ad uno sforzo di molto superiore al consentito».
Alla fine dell’interrogazione a risposta scritta, Lacquaniti chiede ai ministri competenti quali misure intendano adottare «per ovviare al grave stato di carenza di personale addetto alla sorveglianza dei detenuti della Casa circondariale di Palmi e per ripristinare il servizio di sentinella notturno e per vigilare sullo stato di cura e salute dei detenuti della Casa circondariale di Palmi e ripristinare a pieno l’assistenza sanitaria all’interno della struttura».
Lucio Rodinò