
È quanto scrivono Alessandro Vincenzi, Alfredo Pepe, Sergio Romanò, Dario Galletta, Francesco Braganò e Giuseppe Ranuccio di “ConSenso Democratico”, la corrente interna al Pd dalla quale sta nascendo un movimento associativo parallelo che mette in discussione apparati locali, sistemi di reclutamento e pratiche di gestione anomale che hanno depotenziato il partito negli ultimi anni.
«La nostra posizione critica sulla vicende del PD locale – in particolare sui fatti relativi all’ultimo difficile congresso che ha portato all’elezione della segreteria Solano e sui quali noi abbiamo espresso posizioni comprensibilissime, ma forse incomprensibili solo al segretario e a pochi altri – a differenza di ciò che sembrerebbe emergere da quanto dichiarato dal segretario, non è assolutamente cambiata.
Ritenevamo prima, e ne siamo fermamente convinti ancora oggi, che la scelta di nominare Mimmo Solano quale segretario della sezione locale sia in netto contrasto con l’esigenza di cambiamento e di discontinuità con un passato inconcludente, esigenza che è ormai non più procrastinabile. Nessun dietro front, quindi, rispetto a questa linea che il nostro gruppo continua a sostenere con convinzione.
“Smorzare le polemiche”, dal nostro punto di vista, corrispondeva all’esigenza di aprire il dibattito ed il confronto su questo delicato tema, cosa che abbiamo responsabilmente fatto la scorsa settimana in sede assembleare ma che, alla luce delle dichiarazioni di Solano, è evidente che una parte del partito sembrerebbe voler completamente rimuovere e assorbire in una sterile e quanto mai desueta “politica della pacificazione”.
Noi non siamo in guerra con nessuno, e la nostra disponibilità al dialogo è un sottinteso che poggia su di un punto fermissimo: il rinnovamento. Ciò che non significa recedere – né vogliamo recedere – da posizioni largamente condivise, come ha dimostrato il folto gruppo di persone che ha preso parte all’assemblea aperta a sostegno della nostra mozione, nel rispetto delle legittime diverse posizioni.
Le dichiarazioni del segretario riportate sulla stampa propongono singoli frammenti di interi e articolati ragionamenti che, decontestualizzati e considerati isolatamente, fanno perdere il vero senso delle nostre stesse dichiarazioni che, a noi pare, siano state strumentalmente utilizzate nella nota per veicolare l’idea di una forma di sottomissione, di condivisione e di legittimazione della nuova dirigenza del partito da parte nostra. Cosa assolutamente estranea ai nostri intendimenti, che rimangono coerenti con l’obiettivo che ci siamo dati: rinnovare concretamente il partito e liberarlo dalle criticità che negli ultimi anni a Palmi ne hanno decretato il tracollo.
Alcune nostre importanti considerazioni fatte in assemblea non sono state in alcun modo riportate. Pertanto riteniamo opportuno renderle pubbliche, in modo da ancor meglio esplicitare, se mai ce ne fosse bisogno, la nostra posizione: «Ma possibile che il centrosinistra a Palmi riesca ad esprimere soltanto la figura di Mimmo Solano come segretario di un circolo? Mimmo Solano è vecchio, politicamente” (Vincenzi).
«La verità è che qui si vuole perdere. Preferite vincere nel partito e perdere nel paese» (Braganò).
«Si è rinviato la prima volta il congresso perché non si riusciva a trovare l’accordo unanime su un nome. Lo si era finalmente trovato nella figura di Vincenzi, il quale poi non è stato eletto per i veti posti dall’attuale dirigenza sul nome di Francesco Braganò» (Pepe).
«Effettivamente avremmo potuto partecipare al congresso e dire le nostre ragioni; ci scusiamo con gli amici tesserati per non essere stati presenti. Per la segreteria Vincenzi e Solano sono stati usati due pesi e due misure. Per la prima ipotesi, il direttivo era essenziale e necessario. Per la seconda ipotesi è stato nominato il Segretario e dopo circa 20 giorni è stato reso noto un Direttivo incompleto, tra l’altro, che non risponde allo statuto del Pd» (Galletta).
«Non condivido la scelta di Solano a segretario; era necessario un segno di discontinuità con il passato. E poi, caro Mimmo, avevi detto di voler fare il segretario a condizione che tutto il partito fosse d’accordo, ma poi hai deciso di farlo nonostante avessi metà partito contrario. In ogni caso, ormai la fase congressuale è terminata e tu sei il mio segretario, ne prendo atto» (Ranuccio).
La verità – conclude la nota – è che la segreteria Solano è frutto più che di ragionamenti di opportunità politica, delle strategie e dei calcoli tipici del vecchio modo di fare politica: ci chiediamo perché, per esempio, a poche ore dell’assemblea di sabato scorso, Francesco Braganò – sul quale, ripetiamo, gravava un “veto personale” che abbiamo ritenuto assolutamente inopportuno – è stato invitato privatamente dall’attuale Segretario ad entrare a far parte del direttivo. Come mai questo repentino e paradossale cambio di opinione? Vecchi sistemi di reclutamento che non muoiono mai: ci viene da pensare che il veto fosse una farsa per nascondere l’attaccamento morboso a posizioni direttive.
Concludiamo dicendo che, pur non condividendo per i motivi ormai noti la scelta in favore di questa segreteria da parte di un ristretto nucleo di grandi elettori, riconducibili anche a gruppi di tipo parentale, ci comporteremo, come abbiamo già detto, in maniera leale nei confronti del nuovo organismo dirigente che fino ad ottobre traghetterà il Circolo di Palmi (in attesa dei congressi Regionale, Provinciali e di Circolo), privilegiando le tematiche politiche che vanno nella direzione di dare un contributo costruttivo alla crescita della nostra Città, in una sana contrapposizione dialettica che è il cuore della vita di un partito e della democrazia in generale».
Con questo riteniamo definitivamente chiarita la questione e le rispettive posizioni politiche.
F.to Alessandro Vincenzi, Alfredo Pepe, Sergio Romanò, Dario Galletta, Francesco Braganò e Giuseppe Ranuccio.