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Palmi, Ranuccio rompe gli indugi e affonda il colpo: “Cardone è la scelta giusta. Dall’altra parte solo chi in quarant’anni non ha fatto nulla”

Non è un endorsement, è un affondo politico. E arriva con la voce e il peso di chi Palmi l’ha amministrata davvero. L’Onorevole Giuseppe Ranuccio (PD), consigliere regionale ed ex sindaco, davanti alle telecamere di Graziano Tomarchio non si limita a sostenere Francesco Cardone: spalanca la porta a una lettura della campagna elettorale che promette scintille.

Alla domanda se la coalizione cardoniana appartenga al centrosinistra, Ranuccio risponde con una sicurezza che dovrebbe sorprendere persino chi lo ascolta:

“Il candidato mio sì.”

Una risposta che stride con la storia politica di Cardone, e che da mesi rivendica la natura civica, trasversale, indipendente del suo progetto. La contraddizione resta lì, evidente, come una crepa che si apre nel racconto della coalizione. Ma Ranuccio non arretra: anzi, rilancia.

Il consigliere regionale non attacca Giovanni Calabria sul piano personale. Anzi, ne riconosce la figura, la compostezza, la credibilità. Poi però cambia tono, e la narrazione si fa tagliente:

“Il problema non è Calabria. Il problema è la compagine che si accosterà a lui.”

E qui Ranuccio non usa mezzi termini:

parla di “ex amministratori che in trenta, quarant’anni non hanno fatto nulla”, definisce la coalizione di un “miscuglio”ed avverte che un gruppo del genere può produrre solo “altri fallimenti”.

Parole che pesano come macigni, soprattutto perché pronunciate da chi negli ultimi nove anni ha fatto parte della storia politica cittadina.

Il passaggio più duro arriva quando si parla di opere e ritardi. Ranuccio non accetta che qualcuno parli di incompiute:

“Le nostre opere sono in ritardo a causa di una elezione anticipata voluta da Occhiuto. Saremmo altrimenti in pari.”

Poi la lama affonda:

“Mi sembra assurdo che chi per anni, ha amministrato senza concludere nulla oggi venga a parlare di opere incompiute.”

È un attacco frontale, diretto, senza retorica.

Ed è proprio da questa lettura che nasce la sua conclusione, netta come un taglio di bisturi:

“Non condivido assolutamente la scelta di Calabria di accostarsi a quella compagine. Per questo sostengo convintamente Francesco Cardone.”

Nessuna ambiguità, nessuna sfumatura: Ranuccio sceglie Cardone e lo fa con un linguaggio che non lascia spazio a interpretazioni.

L’intervista non è un semplice contributo al dibattito: è un segnale politico forte, che ridisegna i confini della sfida elettorale. A Palmi, da oggi, la campagna non sarà più la stessa.

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