Pomeriggio di protesta quello di oggi al reparto di nefrologia e dialisi dell’Ospedale di Palmi, dove un gruppo di pazienti, stanchi delle condizioni inumane in cui sono costretti a curarsi ogni giorno, ha minacciato di sospendere la terapia se le loro richieste non fossero state ascoltate.
Ed è perfino arrivata la polizia, chiamata dagli stessi pazienti a prendere visione di quanto ogni giorno accade nelle stanze della cura.
Stanze al quarto piano dell’edificio di via Bruno Buozzi, in cui manca l’impianto di climatizzazione e rimanere lì per quattro ore – tanto dura la terapia quotidiana per i dializzati – diventa impossibile. Il caldo delle ultime settimane non lascia respirare i pazienti costretti a letto, i quali oltre al disagio causato dalla terapia, devono sopportare addosso temperature elevate.
L’impianto di emogas per eseguire l’emogasanalisi, ossia l’esame che permette di misurare le pressioni parziali dei gas arteriosi ed il ph del sangue, è guasto da oltre 25 giorni; nel giro di qualche settimana sono state bruciate tre cartucce, negando così ai pazienti die eseguire un esame molto importante.
Guasto anche il frigorifero per conservare i medicinali: capita spesso che vi sia carenza di farmaci proprio perché non c’è un luogo fresco per conservarli.
A questa situazione, già di per sé drammatica, si aggiunge il disagio provocato dall’impianto interno di scarico dei reflui, da cui si leva un odore nauseabondo che trasforma la difficile permanenza dei pazienti in un incubo.
A volte, poi, capita che l’ascensore sia guasto e che per arrivare al quarto piano i pazienti debbano salire a piedi, affaticandosi e compromettendo ancora di più le condizioni di salute.
Un quadro, questo, del quale hanno preso visione questo pomeriggio gli agenti di polizia che sono stati convocati dai pazienti. Domani mattina i pazienti del reparto di nefrologia e dialisi si recheranno in commissariato a Palmi per formalizzare la denuncia e mettere nero su bianco una situazione vergognosa. Sperando che le loro parole non cadano ancora una volta nel vuoto.
