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Palmi, opportunità sprecata per la Casa della Cultura: perso finanziamento da 112mila euro

La casa della Cultura

La casa della Cultura

112mila euro persi, un’opportunità sprecata ed un bene pubblico, dall’inestimabile valore, ancora una volta condannato a rimanere patrimonio di pochi. Si può riassumere così l’ennesimo triste episodio in cui a perdere sono Palmi ed i palmesi, perché quando viene negata la possibilità di operare per la promozione territoriale, a perderci è una comunità intera.

Il bene in oggetto è la Casa della Cultura che, sulla base di un accordo stipulato il 20 febbraio del 2014 tra Comune di Palmi, Regione Calabria e Ministero per i Beni Culturali ed il Turismo, rientra tra i beni culturali sui quali la Regione Calabria è autorizzata ad intervenire per la valorizzazione e promozione. Nel 2014 la Regione emana un avviso pubblico “Per lo sviluppo di attività imprenditoriali all’interno delle filiere per la valorizzazione del patrimonio e della produzione culturale”.

Il 20 aprile del 2015 la Regione Calabria comunica all’ATI “La Farfalla Bianca” l’assegnazione in graduatoria definitiva di 112mila euro per la realizzazione del progetto di valorizzazione della Casa della Cultura. In una successiva comunicazione del 16 giugno 2015 la Regione invitando i legali rappresentanti a trasmettere entro 15 giorni l’Atto di adesione ed obbligo sottoscritto in triplice copia. L’ATI “La Farfalla Bianca” invia così al sindaco ed al dirigente dell’ufficio cultura una nota, avente ad oggetto la richiesta di un incontro per la sottoscrizione dell’Atto di adesione ed obbligo, senza però ricevere una risposta. Inizia così una fitta corrispondenza tra Regione, ATI e Comune, con la Regione che sollecita l’ATI a presentare i documenti richiesti, la ATI che invita il Comune ad un incontro ed il Comune che non risponde.

Il 30 giugno 2015 “La Farfalla Bianca” consegna alla Regione Calabria tutta la documentazione richiesta, eccetto il contratto dei servizi, non sottoscritto per via dei mancati riscontri da parte del Comune. Alla documentazione inviata alla Regione, l’ATI allega i due solleciti fatti al sindaco al fine di un incontro per la stipula del contratto di concessione dei servizi. Ricevuta la comunicazione, anche la Regione invita il Comune di Palmi ad adempiere agli obblighi indicati mediante un sollecito il 25 settembre del 2015, ovvero il giorno successivo alla presentazione di una richiesta di proroga di inizio spesa alla Regione, da parte della ATI. Un primo sollecito la Regione lo aveva inviato al Comune il 23 giugno ed un successivo lo invierà il 2 novembre del 2015.

Proprio il 2 novembre 2015 il sindaco e la dirigente Garipoli rispondono a Regione e ATI, scrivendo che non avendo l’ATI condiviso con il Comune il progetto presentato, non era possibile stipulare alcuna concessione dei servizi; allo stesso tempo il Comune si diceva disponibile a condividere il progetto presentato dall’ATI. Ma c’è una nota della Regione in cui si legge che “la fase di condivisione del progetto risulta essere proprio quella relativa alla stipula del contratto di servizio”. Intanto la Regione, in una delle comunicazioni inviate al Comune ed all’ATI, ricorda che “le procedure amministrativo-contabili relative all’avviso pubblico devono concludersi entro il 31 dicembre 2015”.

Il tempo a disposizione è poco, non è sufficiente a far sì che ogni procedura venga avviata. Il 7 giugno di quest’anno la Regione comunica a Comune e ATI che, nonostante ogni tentativo fatto, il termine per avviare il progetto è scaduto, pertanto “il progetto dovrà trovare realizzazione con altre e diverse forme di finanziamento, fermo restando il reitero del richiamo al Comune di Palmi ad adempiere ai propri obblighi”.

All’ATI non resta che la possibilità di agire nelle sedi opportune per tutelare i suoi interessi. Alla città rimane l’amarezza di aver perso un’opportunità per valorizzare il suo bene più importante.

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