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Palmi, cane investito sulla SS18: salvato grazie alla Polizia Locale. Ma un ritardo burocratico blocca il servizio di trasporto dei randagi

Un cane ferito, disteso sul ciglio della SS18, e una macchina amministrativa inceppata proprio nel momento in cui serviva maggiore tempestività. È quanto accaduto ieri a Palmi, dove un episodio di ordinaria emergenza legata al randagismo ha messo in luce una criticità che rischia di trasformarsi in un problema strutturale: la sospensione del servizio di trasporto degli animali randagi a causa di un ritardo burocratico nel rinnovo della convenzione tra ASP e ditta incaricata.

Nel primo pomeriggio, alcuni automobilisti hanno segnalato la presenza di un cane investito lungo la SS18, ferito e incapace di muoversi. La Polizia Locale è intervenuta rapidamente, attivando la procedura prevista: contattare il servizio veterinario dell’ASP, che ha inviato sul posto il veterinario reperibile dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Il medico, dopo aver valutato le condizioni dell’animale, ha stabilito la necessità di un trasferimento urgente in una clinica veterinaria per ricevere cure adeguate.

È in quel momento che emerge il problema. Il Comando della Polizia Locale, come da prassi, tenta di attivare il servizio di trasporto degli animali feriti. Ma la risposta è spiazzante: la convenzione tra ASP e la ditta incaricata è sospesa. Non per scelta, non per mancanza di fondi, ma per un ritardo burocratico che ha impedito il rinnovo del contratto.

In altre parole, un servizio essenziale — previsto per legge e indispensabile per la tutela degli animali e della sicurezza pubblica — risulta temporaneamente non operativo.

A quel punto, solo la determinazione degli agenti della Polizia Locale e la disponibilità del veterinario dell’ASP hanno evitato il peggio. Con il benestare del medico, l’animale è stato caricato a bordo della vettura di servizio e trasportato in clinica, dove ha potuto ricevere le cure necessarie.

Un gesto che va oltre il semplice adempimento del dovere e che dimostra come, spesso, la differenza la facciano le persone prima ancora delle procedure.

L’episodio, però, non può essere archiviato come un fatto isolato. Il randagismo è una realtà quotidiana per molti comuni del territorio, e la gestione degli animali feriti richiede una filiera amministrativa efficiente, continua e affidabile.

Quando un servizio viene sospeso — anche solo per un ritardo burocratico — le conseguenze ricadono su tutti:

Il caso di Palmi dimostra che il randagismo non è solo un problema di animali vaganti, ma un tema che intreccia salute pubblica, sicurezza, responsabilità istituzionale e sensibilità civica. Ritardi amministrativi che bloccano servizi essenziali non possono essere considerati inevitabili: occorre prevenire, programmare, garantire continuità.

La speranza è che la convenzione venga ripristinata al più presto e che episodi come questo non si ripetano. Nel frattempo, resta il merito degli agenti e del veterinario che, con senso del dovere e umanità, hanno supplito a un vuoto che non dovrebbe esistere.

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