
La zona, a pochi metri dal mare, era stata sequestrata lo scorso anno, e il proprietario, M. F. di 69 anni, era stato indagato per reati ambientali e avrebbe dovuto procedere allo sgombero della zona.
Da un ulteriore controllo è emerso che l’area non era stata bonificata e anzi la situazione si era ulteriormente aggravata. La zona era ormai divenuta una discarica a cielo aperto con rifiuti ingombranti, nocivi e cancerogeni, che mettevano a serio rischio l’incolumità e la salute pubblica.
L’intervento di bonifica è stato effettuato da personale specializzato di un’azienda privata, che ha rimosso vecchi elettrodomestici, bombole di Gpl arrugginite, materiale ferroso in enorme quantità (anche binari ferroviari e pali della pubblica illuminazione arrugginiti), pneumatici usati, batterie per auto esauste con percolato sul suolo, materassi, divani smantellati, reti metalliche arrugginite, tubi in PVC rotti e lastroni di eternit frammentato.
La polizia locale ha inoltre sequestrato tre piccoli fabbricati costruiti abusivamente su area demaniale.