Ad eseguire gli arresti sono stati i carabinieri della Compagnia di Palmi, guidata dal capitano Maurizio De Angelis; l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Paolo Ramondino, su richiesta della Procura – diretta dal Procuratore Capo Emanuele Crescenti – che si è avvalso, per la gestione dell’indagine, dei suoi sostituti Procuratori Salvatore Dolce e Francesco Ponzetta.
A distanza di pochi mesi dal fatto, durante il pieno svolgimento dell’attività investigativa, Giuseppe Gattellari ha subito un agguato (mentre stava effettuando dei lavori in campagna) nel quale è stato ferito gravemente a colpi d’arma da fuoco. Sulla base di quanto fino ad allora raccolto in fase di indagine, i Carabinieri hanno immediatamente orientato l’attività investigativa conseguente verso coloro che potevano avere motivo di vendicarsi di Gattellari (la famiglia Feliciano), e nell’immediatezza hanno potuto acquisire fondamentali riscontri probatori nei confronti di Giorgio Feliciano e di suo figlio Domenico, ritenuti materiali autori del tentato omicidio di Gattellari, che si ritiene sia avvenuto quale risposta criminale al tentativo estorsivo.
Giuseppe Gattellari e Domenico Feliciano sono stati portati nel carcere di Palmi mentre Giorgio Feliciano si trova in regime di arresti domiciliari con sottoposizione al controllo mediante “braccialetto elettronico”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.