Inquieto Notizie

Operazione “Fiore”, arrestati a Palmi i presunti sodali dei Gallico. Sono accusati di estorsione e usura

operazione fiorePALMI – Chiedevano “fiori” da donare ai familiari dei detenuti. Volevano denaro, e andavano a prenderlo da imprenditori locali, che vessavano periodicamente servendosi delle modalità tipiche mafiose.

Con le accuse di estorsione ed usura, aggravata dalla modalità mafiosa, sono finite in manette questa mattina otto persone; si tratta di Rocco Bartuccio, Rocco Brunetta, Antonino Cosentino arrestati già nelle scorse settimane per i medesimi reati; Ivan e Domenico Nasso, Antonino Gallico e Loredana Rao. Le persone arrestate sono ritenute dagli inquirenti attigue alla cosca di ‘ndrangheta dei Gallico.

Ad eseguire gli arresti, gli agenti del commissariato di polizia di Palmi, guidato dal vice questore aggiunto Fabio Catalano, al termine di una lunga indagine coordinata dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

In particolare, dalle indagini è emerso che la Rao e Ivan Nasso, eseguendo una precisa disposizione impartita da Domenico Nasso nel corso di un colloquio del 07.12.11, si recavano presso l’abitazione della famiglia Gallico di Palmi, sita in via del Concordato nr. 41, dove Domenico Nasso, fidanzato di Italia Antonella Gallico (figlia del boss Giuseppe Gallico), risiedeva prima di essere tratto in arresto in data 30.11.11 e, quindi, con l’ausilio dei minori sopra indicati, prelevavano la complessiva somma di euro 5.000,00 in contanti – occultata all’interno dell’abitazione – che costituiva provento dei delitti di usura e di estorsione perpetrati da Domenico Nasso nell’interesse della cosca Gallico, nascondendola in una borsa prima di allontanarsi.

Antonino Gallico cl. ’87, figlio di Giuseppe e fratello di Italia Antonella, e Domenico Nasso erano stati già tratti in arresto per associazione mafiosa nell’ambito dell’Operazione di Polizia Giudiziaria denominata “Cosa Mia”, con la quale sono stati svelati una serie episodi estorsivi perpetrati ai danni di diversi imprenditori e commercianti palmesi e ascritti a soggetti appartenenti alla cosca Gallico, nonché gli interessi economici dei componenti del citato casato di ‘ndrangheta nei lavori di ammodernamento dell’autostrada A/3 Salerno-Reggio Calabria.

Dalla lunga e laboriosa attività d’indagine, sfociata nell’emissione degli odierni provvedimenti restrittivi, naturale prosecuzione delle operazioni “Cosa Mia 1,2 e 3”, è stato possibile acclarare, che la quasi totalità del denaro utilizzato dai Gallico per il mantenimento dell’intero nucleo familiare, ivi compresi i soggetti detenuti, per acquistare beni mobili ed immobili e per aprire attività commerciali, proveniva dall’attività estorsiva praticata in modo capillare nei confronti di imprenditori e commercianti che operavano nel territorio di Palmi, nonché dal ricorso alla pratica dell’usura.

Durante le investigazioni, è emerso il ruolo di affiliati alla famiglia dei Gallico di Cosentino Antonio ed Emanuele (padre e figlio), in quanto, in particolare, il primo ha contribuito al mantenimento in vita dell’associazione mafiosa Gallico attraverso richieste di denaro in favore dei carcerati che, in realtà, si sono tradotte in una vera e propria estorsione effettuata avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, avanzata nei confronti di imprenditori edili e commercianti che operano a Palmi.

Nell’operazione dell’ottobre scorso, era stato colpito da provvedimento di fermo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni il giovanissimo rampollo della famiglia, ancora 16enne, G. A., il quale, avvalendosi di Bartuccio Rocco, inteso “U Messicanu” che, da maggiorenne, lo accompagnava con la sua vettura, si occupava di gestire il reperimento delle risorse economiche in favore dei familiari detenuti, nonché di gestire i rapporti con questi ultimi tramite la corrispondenza epistolare.

Difatti, dal mese di Maggio 2013 il predetto minore si recava per ben quattro volte presso l’abitazione di un imprenditore edile, in due occasioni accompagnato da BartuccioRocco, per chiedergli un “aiuto economico”, indicato con l’espressione “un fiore”, in favore della cosca Gallico (da cui prende il nome in codice l’Operazione di Polizia); nell’ultima occasione, precisamente in data 30.08.13, il Gallico quantificava in € 5.000,00 l’entità della somma richiesta, fissava nel 18 Settembre 2013 il termine ultimo per il pagamento e diffidava la vittima dal denunciare il fatto (“Vi raccomando, il 18 settembre, alle ore quattro e mezza, mi servono i soldi, e vi raccomando di non denunciare, sennò sapete a cosa andate incontro”).

Quanto a Brunetta Rocco occorre sottolineare che egli è uno storico affiliato alla consorteria dei Gallico; questi, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo mafioso, ha tentato di imporre ad un imprenditore l’assunzione del fratello come operaio della ditta edile.

Le risultanze delle indagini sono state corroborate dalle recenti dichiarazioni rese da quattro imprenditori di Palmi, i quali, posti dinanzi alle evidenze investigative acquisite nel corso delle indagini, hanno confermato le vessazioni alle quali sono stati sottoposti dai soggetti indagati.

Allo stato uno dei soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo risulta irreperibile ed è attivamente ricercato.

Exit mobile version