Di seguito la nota diffusa dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria:
ALVARO Domenico – considerato vecchio patriarca della ‘ndrangheta – ha, da tempo, ceduto il “bastone del comando”, e con esso il ruolo di capo cosca, ad ALVARO Carmine (cl. ‘53) mantenendo, tuttavia, l’importante ruolo di mentore e “consigliori” del nuovo reggente .
Il provvedimento – disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su precedente richiesta della Procura Distrettuale Antimafia – è conseguente alle operazioni convenzionalmente denominate “MATRIOSKA” e “MATRIOSKA 2”, rispettivamente eseguite in data 13.5.2010 e 3.8.2010, con le quali erano già stati cautelati i beni oggetto dell’odierna confisca.
Nel complesso i terreni e gli immobili interessati dal provvedimento eseguito sono i seguenti:
– 3 terreni siti nel comune di Seminara (RC);
-10 terreni siti nel comune di Melicuccà (RC);
– Una signorile abitazione, costituita da un piano terra (esteso ben oltre 100 mq), con soprastante terrazzo;
– una villa costruita su 3 piani f.t. (ciascuno esteso oltre 150 mq), con annesso giardino, una villa in corso di costruzione (su 3 piani f.t., ciascuno esteso oltre 200 mq), di elevato valore e pregio;
– una villa in corso di costruzione (su 3 piani f.t., ciascuno esteso oltre 150 mq);
– una società cooperativa a responsabilità limitata esercente l’attività principale, di produzione di olio d’oliva;
Tra i tali beni, oggi acquisiti al patrimonio dello Stato, vi è anche un immobile costruito sul modello della famosa villa del boss “Tony Montana” del noto film “Scarface” e che in molteplici occasioni era stata teatro di summit di ‘ndrangheta organizzati per decidere gli orientamenti strategici della cosca.
L’operazione odierna della Guardia di Finanza consolida l’efficacia della strategia – da tempo intrapresa – di aggressione ai patrimoni mafiosi quale incisivo strumento nella lotta alla criminalità organizzata.
Aggredire i patrimoni criminali significa impoverire la ‘ndrangheta, minarne il prestigio e restituire alla società civile “spazi di legalità” tradizionalmente occupati e soffocati dall’arrogante presenza delle cosche.