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Oncologia, il “Plauso La Fenice” celebra chi cura e chi non si arrende

Nella cornice dello storico palazzo Avati, innestata nel cartellone degli eventi dell’Estate in Corte, si è conclusa la quarta edizione del riconoscimento “Plauso La Fenice” organizzato dalla medesima associazione di volontariato dedicata al supporto e all’assistenza delle persone con patologie oncologiche e delle loro famiglie, guidata dalla presidente Marina Albanese. Un doppio appuntamento visto che la serata era inserita nel contesto della seconda edizione nazionale di FAVOlosamente Donna 2026 – l’evento itinerante promosso da FAVO Donna (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) per dare voce alle donne, valorizzare le associazioni del territorio e creare occasioni di condivisione e rete – quest’anno ospitato da La Fenice per i giorni del 5 e 6 settembre anche grazie al supporto di una rappresentanza giunta appositamente da Roma.

I saluti di Cesare Laruffa, in rappresentanza della proprietà e la proiezione del video “I volti della rinascita”, nel quale donne affette da tumore hanno voluto mostrare volti e segni di una battaglia impressa non solo nel corpo, hanno dato il via all’iniziativa che ha visto premiati l’oncologa Fabiola Rizzuto, responsabile dell’U.O.C. Oncologia di Locri e referente dell’Unità Operativa Semplice di Oncologia Medica di Polistena, il radiologo Domenicantonio Cordopatri, primario dell’U.O.C. di Radiodiagnostica dell’Ospedale di Polistena e la stessa Associazione Favo, rappresentata per l’occasione dall’ex ministro della Sanità degli anni ’90, Francesco De Lorenzo.

Albanese, Cannatà e Cordopatri

Cordopatri – di cui è stata sottolineata la professionalità e l’abnegazione dall’infermiera Irene Cannatà, dello staff della radioterapia del GOM di Reggio Calabria, e dalla toccante riconoscenza di una paziente oncologica – ha ricordato l’importanza della prevenzione da effettuarsi attraverso screening regolari auspicando «una educazione a conoscere il proprio corpo» con particolare attenzione alle fasce giovani ricordando ancora che «i soldi investiti per la difesa sono sottratti anche alla sanità» ma anche raccontando l’importanza dell’umanizzazione del rapporto medico-paziente.  

«Locri, Polistena e Melito assieme a Reggio svolgono un servizio per la popolazione dell’intera provincia reggina» ha spiegato Rizzuto, latrice dei saluti della dg Maddalena Berardi, evidenziando lo sforzo «di offrire le migliori cure disponibili alla persona e alle sue necessità» attraverso l’uniformità delle prestazioni. La professionista ha poi puntato decisamente sulla necessità di sfatare una narrazione, molte volte, distorta, su organizzazione e dotazioni strumentali degli ospedali calabresi la cui vera sofferenza, invece, risiede nella carenza di medici che mette in difficoltà le strutture «che non sono ambite dalle giovani leve» per via di un racconto poco realistico verso l’esterno.   

Albanese e Rizzuto

«Si parla troppo di ciò che non funziona ma qui abbiamo trovato un esempio di eccellenza da far conoscere» ha affermato De Lorenzo nel suo intervento, rimarcando le best practices «che fanno bene al Paese» riscontrate e oggetto – ha detto – di positiva segnalazione all’Osservatorio nazionale sulla salute. Il past president di FAVO ha, quindi, trattato la carenza dell’universalismo delle prestazioni e le difficoltà burocratiche riscontrate dai pazienti oncologici costretti, molte volte, ad esborsi importanti per poter avviare prontamente diagnosi e cure ricordando, tuttavia, la “rivoluzione” avviata assieme all’ex ministro Sacconi a favore dei pazienti oncologici, sottolineando, infine, «il grande esempio dell’Associazione La Fenice» per il lavoro svolto.

A margine, la lectio magistralis su “La tarantella calabrese tra simbolismo ed espressione coreutica”, tenuta dalla docente di Storia della musica Daniela Geria del Conservatorio Cilea di Reggio Calabria e l’esibizione del gruppo folkloristico I Peddaroti di Pellaro hanno concluso la serata.              

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