
Il gip del Tribunale di Palmi, De Grgorio, ha mitigato le pene richieste dal pubblico ministero Enzo Bucarelli, che aveva invocato l’ergastolo per Vincenzo Tropeano e Antonio Raso (difesi dagli avvocati Girolamo Curti e Guido Contestabile).
De Gregorio ha escluso l’aggravante ei futili motivi.
Vincenzo Tropeano, cognato della vittima, si era costituito un mese dopo l’omicidio, dicendo di aver ucciso Raso per motivi legati ad una servitù di passaggio. Il 20 maggio venne arrestato anche il 28enne Antonio Raso di Cittanova.
Dalle indagini era emerso che il giovane era il complice che aveva aiutato Tropeano a compiere l’omicidio.