Una no tax area dedicata ai giovani per contrastare l’emigrazione e trattenere talenti, competenze e professionalità nel Paese. È la proposta rilanciata dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che torna a porre l’attenzione su uno dei temi più delicati per il futuro del Mezzogiorno e dell’Italia intera: la continua fuga dei giovani verso l’estero.
Secondo Occhiuto, il fenomeno non riguarda più soltanto la Calabria o le regioni meridionali. Se in passato i giovani lasciavano il Sud per trasferirsi nelle aree economicamente più sviluppate del Paese, oggi il flusso interessa anche regioni come Lombardia e Veneto, con destinazione sempre più frequente verso altri Paesi europei e realtà internazionali in grado di offrire migliori opportunità professionali ed economiche.
«Prima i giovani andavano fuori dalla Calabria, ora vanno anche fuori dalla Lombardia e dal Veneto e vanno in altri posti d’Europa e del mondo perché sono pagati di più e sono valorizzati», ha sottolineato il governatore calabrese, evidenziando come il problema abbia assunto una dimensione nazionale.
Per Occhiuto, l’Italia rischia di perdere una delle sue risorse più preziose: il capitale umano rappresentato dalle nuove generazioni. Un patrimonio di competenze e creatività che contribuisce al successo del Made in Italy ma che troppo spesso trova all’estero le condizioni necessarie per costruire il proprio percorso professionale.
Da qui l’invito a una «riforma epocale», capace di introdurre strumenti innovativi per incentivare la permanenza dei giovani nel Paese. Tra le ipotesi avanzate, la creazione di una no tax area destinata alle nuove generazioni, con l’obiettivo di alleggerire il peso fiscale e rendere più competitivo il sistema italiano rispetto ai principali partner europei.
Il presidente della Regione propone inoltre una riflessione sul modello retributivo attuale. «Noi abbiamo un sistema retributivo che nel privato funziona per scatti di anzianità. Pensiamo a un sistema che funzioni per scatti di futuro», ha affermato, indicando la necessità di valorizzare merito, competenze e innovazione piuttosto che la sola permanenza nel mondo del lavoro.
Il dibattito sulla fuga dei giovani continua così a occupare un ruolo centrale nell’agenda politica, soprattutto nelle regioni del Sud, da anni alle prese con un progressivo spopolamento e con la perdita di risorse umane qualificate. Per Occhiuto, l’inversione di questa tendenza passa attraverso politiche coraggiose e strutturali, capaci di rendere l’Italia un Paese più attrattivo per chi oggi guarda all’estero come unica prospettiva di crescita professionale.
