Ammonta a 500mila euro il valore dei beni confiscati ieri mattina dalla polizia di Stato a Saverio Laganà, classe ’70, esponente della cosca Gioffré di Seminara. Il provvedimento di confisca del patrimonio – un immobile e sette appezzamenti di terreno – è stato emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria.
Saverio Laganà, attualmente detenuto, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria alla pena definitiva di anni 8 di reclusione per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, al termine dell’operazione “Artemisia”, perché considerato parte attiva nella faida tra le due cosche operanti a Seminara, quella dei Gioffrè, detti “’ndoli ” e quella dei Caia-Laganà detti “’ingrisi ”.
Le indagini patrimoniali, condotte dagli uomini dell’ufficio misure di prevenzione della divisione polizia anticrimine, hanno messo in luce un’evidente sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati da Laganà ed il patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile, frutto del reimpiego di capitali di provenienza illecita.
L’autorità giudiziaria, esaminando ed accogliendo l’esito delle indagini di carattere patrimoniale, ha disposto la confisca dei beni appartenenti a Saverio Laganà, che si trovano nel Comune di Seminara, già sequestrati nel novembre 2015 dal Tribunale Misure di Prevenzione, sempre su proposta della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Reggio Calabria.
