“Dolore e cordoglio per la morte di Sekine Traore”. E’ ciò che esprime il gruppo di Palmi di Amnesty International all’indomani dei tragici eventi accaduti nella tendopoli, in cui è morto il cittadino del Mali residente nel campo.
“Come ampiamente denunciato dalle associazioni per i diritti umani, Amnesty International compresa – si legge nella nota stampa diramata dal gruppo palmese di Amnesty – i lavoratori migranti subiscono soprusi e sfruttamento, dormono ammassati in tende in condizioni igienico-sanitarie del tutto inadeguate, sono privi di acqua corrente ed elettricità”.
Viveva in queste condizioni anche Sekine, a Rosarno assieme al fratello per lavorare nei campi, per raccogliere arance ogni giorno. La mattina della tragedia si trovava alla tendopoli con altri due ospiti, e pare stessero litigando i tre, per questo sono state avvisate le forze dell’ordine.
La situazione è poi degenerata, Sekine avrebbe perso la testa e si sarebbe scagliato contro il carabiniere che, forse per difendersi, ha esploso contro di lui un colpo di pistola letale.
“Amnesty International Palmi auspica che la dinamica dei fatti che hanno indotto un carabiniere a esplodere un colpo mortale nei confronti di Sekine Triore sia ricostruita dagli inquirenti con trasparenza e in modo approfondito – si legge ancora – e che questa sia l’occasione per affrontare in maniera risolutiva le inumane condizioni in cui si trovano i lavoratori migranti nella tendopoli di San Ferdinando”.
