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L’ultimo viaggio di Francesco Guccini: il ricordo di Euristeo Ceraolo, il pendolare della”Locomotiva Perduta”

La scomparsa di Francesco Guccini lascia un vuoto profondo nella cultura italiana, ma anche nel
cuore di chi, negli anni, ha trovato nel cantautore modenese non solo un artista straordinario, ma un
uomo capace di schierarsi al fianco delle battaglie civili.
Tra questi c’è Euristeo Ceraolo, noto pendolare originario di Rossano, che ha voluto ricordare Guccini
per un gesto che difficilmente dimenticherà: il sostegno alla lunga campagna per il ripristino
dell’Intercity Milano-Crotone, ribattezzato simbolicamente “La Locomotiva Perduta”, richiamando
una delle canzoni più celebri del cantautore.
Per anni Ceraolo ha guidato una protesta civile contro la soppressione del collegamento ferroviario tra
la Calabria ionica e il Nord Italia, dando voce ai disagi di migliaia di lavoratori, studenti e famiglie
costretti a fare i conti con collegamenti sempre più difficili. Una battaglia combattuta con
determinazione, creatività e senza mai perdere la speranza.
Fu proprio in quel periodo che Francesco Guccini decise di metterci la faccia. Incontrò Euristeo
Ceraolo e accettò di sostenere pubblicamente la mobilitazione, condividendo l’appello “Ridateci il
treno” e prestando la propria immagine a una causa che riteneva giusta. La presenza del cantautore
diede grande visibilità nazionale alla protesta e contribuì a far conoscere una vicenda che fino ad allora
era rimasta confinata ai territori interessati.
La fotografia che li ritrae insieme racconta meglio di tante parole quel momento. Guccini è accanto a
Ceraolo mentre viene mostrato il cartello con la scritta “Ridateci La Locomotiva Perduta – Intercity
Milano-Crotone”, un’immagine divenuta il simbolo di una battaglia per il diritto alla mobilità.
![Francesco Guccini insieme a Euristeo Ceraolo durante la campagna per il ripristino dell’Intercity
Milano-Crotone.]
«Oggi – ricorda Euristeo Ceraolo – non voglio ricordare soltanto il grande cantautore, ma l’uomo che
non esitò a sostenere una causa che riguardava migliaia di pendolari. Guccini comprese subito che
dietro quel treno non c’era soltanto un collegamento ferroviario, ma il diritto delle persone a non
sentirsi cittadini di serie B.»
Il sostegno di Guccini non fu un semplice gesto di solidarietà. Il cantautore, da sempre attento ai temi
della giustizia sociale e dei diritti, riconobbe nella protesta dei pendolari la stessa dignità delle tante
storie raccontate nelle sue canzoni: quelle delle persone comuni, delle periferie, dei territori troppo
spesso dimenticati.
Oggi, mentre l’Italia saluta uno dei più grandi protagonisti della canzone d’autore, Euristeo Ceraolo
sceglie di ricordarlo con gratitudine, ripensando a quell’abbraccio ideale tra musica, impegno civile e
difesa dei diritti.
Perché Francesco Guccini non è stato soltanto il poeta della “Locomotiva”: per i pendolari calabresi è
stato anche l’uomo che, con semplicità e generosità, salì simbolicamente a bordo della loro
“Locomotiva Perduta”, contribuendo a far viaggiare una battaglia che parlava di dignità, mobilità e
speranza.

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