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L’assessore Rao a Palmi per parlare di caccia

PALMI – L’assessore provinciale Gaetano Rao è tornato a Palmi al fianco del candidato a sindaco Giovanni Barone, per parlare agli amanti della caccia di cosa la provincia intende fare in questo delicato settore, considerato che solamente in tutta la città di Palmi si contano quasi 600 cacciatori.

Insieme a Gaetano Rao è venuto a Palmi il commissario dell’Atc, Biagio Divece.

“E’ la prima volta, dopo diversi anni, che la provincia decide di fare una riunione affrontando questo argomento, e lo fa non perché è in corso la campagna elettorale, ma perché sentiamo la necessità di dare delle regole a questo settore così delicato”, ha detto il vice presidente del consiglio provinciale Giuseppe Saletta.

“Fin dal mio insediamento alla provincia, mi sono interessato del settore della caccia – ha detto l’assessore Rao – perché sapevo che andava attenzionato. Durante la prima fase del riordino del settore, mi sono accorto dell’ammanco di denaro che l’assessorato aveva, e che vantava dalle Atc 1 e 2, per questo si è proceduto al commissariamento. Ottenuta una parte di questo credito, stiamo pensando al ripopolamento, ad espletare alcune gare per consentire agli amanti della caccia un’attività venatoria ordinata e sicura”.

Alle domande dei presenti, cacciatori amatoriali e di “professione”, ha risposto il commissario Divece, illustrando bene quali sono gli interventi che la provincia intende mettere in atto di qui a breve.

“Ho iniziato da poco questo lavoro di commissario, e già vedo i buoni frutti della mia attività – ha detto Divece – Ho iniziato una ricognizione amministrativa delle Atc, ottenendo una parte dei soldi che la provincia chiedeva e presentato un progetto di ripopolamento, stilato assieme a tre faunisiti”.

E’ chiaro, però, che l’unico intervento necessario non è il ripopolamento delle specie, ma sono necessari interventi di sicurezza dei cacciatori; “per questo motivo – ha proseguito Biagio Divece – ho pensato, insieme ad un ingegnere romano, di far partire in via sperimentale l’utilizzo dei microchip da mettere nei fucili dei cacciatori, preservandoli dal pericolo delle rapine, così come ho voluto scrivere ai detentori di beni confiscati affinché possa avere una mappatura dei terreni da utilizzare per svolgere la caccia in zone circoscritte e controllabili”.

V.M.

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