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L’Arciconfraternita del Rosario di Rizziconi celebra la sua patrona.

immagine confratelli rosario rizziconi

Una comunità che si riunisce ai piedi della sua patrona non esprime solo un atto di devozione, ma
manifesta con sincerità e in modo aperto la propria fede.
Nel giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra Maria Santissima del Rosario, nella chiesa di Rizziconi
dedicata alla Vergine del Rosario, l’Arciconfraternita che ne perpetua il culto e la cittadinanza tutta si
sono ritrovate per un momento di preghiera e per assistere alla celebrazione eucaristica pomeridiana.
I Confratelli e le Consorelle, guidati dalla Priora Valeria Sorace, hanno accompagnato lungo la navata
della chiesa l’ingresso della croce, del sacerdote e dei diaconi.
Indossando le insegne della Confraternita, la mozzetta azzurra e il medaglione, i membri
dell’Arciconfraternita si sono soffermati, prima della celebrazione, davanti all’imponente statua lignea
di origine ottocentesca della Madonna del Rosario, il cui recente restauro ha enfatizzato espressività e
dolcezza.
Ai piedi della Madonna, la Priora ha deposto una corona del Rosario, circondata da profumatissime
rose offerte in dono dai fedeli.
È un culto antichissimo, quello della Madonna del Rosario, che si lega alla prima apparizione della
Vergine a San Domenico nel 1208 a Prouille, dove il santo di origini spagnole aveva fondato il primo
convento.
Le origini della festa del 7 ottobre, invece, hanno radici storiche: fu proprio il 7 ottobre del 1571 che la
flotta della Lega Santa sconfisse nelle acque di Lepanto quella ottomana, scongiurando
definitivamente il pericolo dell’invasione dell’Europa da parte dei Turchi. Si tramanda che, prima della
partenza, l’allora papa San Pio V, domenicano e uomo di profonda preghiera, avesse affidato la sorte
dell’impresa all’intercessione della Vergine, esortando i fedeli a recitare il Rosario. Nel giorno della
battaglia, il Papa ebbe una visione della vittoria ottenuta a Lepanto e ordinò di suonare le campane.
Solo ventitré giorni dopo, i messaggeri recarono la notizia dell’esito vittorioso della battaglia.
Convinto dell’intercessione della Vergine, il Papa santo istituì il 7 ottobre dell’anno successivo la
festività, celebrata inizialmente con il nome di “Santa Maria della Vittoria”.
Fu il suo successore, papa Gregorio XIII, a trasformarla in “Madonna del Rosario”, per ricordare la
potenza della preghiera mariana, recitata prima della battaglia.
Il Santo Rosario è la preghiera a cui i fedeli si aggrappano nei momenti di difficoltà e di sconforto,
certi dell’aiuto incrollabile che arriverà dall’intercessione della Vergine Maria. Anche nel medaglione
dell’altare centrale della chiesa di Rizziconi, l’interrogativo ivi scolpito: “Rosario, quid potentius?”,
ossia “Rosario, cosa c’è di più potente?” è, in realtà, una domanda retorica, che conforta, sostiene e
incoraggia chi prega con fede e con semplicità d’animo.
Anche don Benedetto Ciardullo, lo storico parroco che ha guidato la comunità parrocchiale di
Rizziconi per quasi quarant’anni, officiando la celebrazione, ha esortato i fedeli a rivolgersi sempre
alla Madonna, certi della sua protezione e della sua guida.
Al termine della funzione, tutti i Confratelli e le Consorelle dell’Arciconfraternita hanno recitato una
preghiera di affidamento alla Vergine del Rosario, invocandone con fiducia la tutela per tutta la
congregazione e, in particolare, per gli anziani e gli ammalati, affinché le sfide della quotidianità
possano essere affrontate con fede salda e cuore fermo. La stessa Priora ha invocato l’aiuto e il
sostegno della Vergine, affinché, ispirata dal suo esempio, possa non solo essere guida per i confratelli
e le consorelle, ma “costruire storie di gioia e di pace”, divenendo “dono” per la comunità.

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