
Si tratta di un riconoscimento importante non solo per la città di Palmi ma per tutta la Calabria, che fino a questo momento non aveva un sito tutelato dall’Unesco.
Insieme alla Varia di Palmi, entrano nell’Unesco anche le altri Grandi Macchine a spalla italiane della Rete, i Gigli di Nola, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo e i Candelieri di Sassari.
Il percorso di candidatura della Varia a patrimonio dell’Umanità è iniziato nel 2006, su impulso della dottoressa Patrizia Nardi, coordinatrice ed ideatrice della Rete.